Cerca

Sabato 23 Settembre 2017 | 07:51

«Non sapevo dei rifiuti in mare a Taranto»

Primi interrogatori, e prime affermazioni di estraneità, nell'ambito dell'inchiesta che ha scardinato una rete illegale per lo smaltimento di rifiuti tossici e nocivi
LANCIANO (CHIETI) - Primi interrogatori oggi, nel supercarcere di Lanciano, nell'ambito dell'inchiesta «Mare Chiaro» che ha ieri scardinato una rete illegale per lo smaltimento di rifiuti liquidi tossici e nocivi. Il giro di affari era di 15 milioni di euro. In carcere sono finite otto persone; altrettante ai «domiciliari». Gli indagati sono circa 80.
Il gip di Lanciano Ciro Riviezzo ha interrogato per primi il responsabile commerciale ed il direttore tecnico della Ciaf Ambiente di Atessa (Chieti), rispettivamente Luigi Bontempi e Pierangelo Dacome. Le accuse soni di associazione per delinquere finalizzata al traffico illegale di rifiuti liquidi industriali, disastro ambientale e falso.
I due avrebbero parzialmente ammesso il falso delle bolle di accompagnamento dei carichi di rifiuti, che non venivano trattati, escludendo invece ogni responsabilità in merito all'associazione per delinquere ed al disastro ambientale. In pratica avrebbero sostenuto di non sapere che i rifiuti finivano in mare, a Taranto, ammettendo invece di essersi limitati ad organizzarne il trasporto. Per gli investigatori la società, che riceveva rifiuti da varie regioni, era al centro delle operazioni. Gli interrogatori proseguiranno domani.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione