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Domenica 24 Settembre 2017 | 10:47

Aviaria - Addio ai 12 cigni di Puglia

Il Ministero abbatterà gli animali che si trovano nelle zone umide tra le province di Lecce e Taranto. La Regione: si può evitare la soppressione dei volatili
BARI - I 12 cigni reali che si trovano nelle zone umide delle aree a cavallo tra le province di Lecce e Taranto verranno abbattuti, secondo modalità che verranno comunicate dal Ministero della Salute nei prossimi giorni. Lo ha comunicato oggi alla Regione Puglia un funzionario del ministero della salute, a Bari proprio per organizzare ufficialmente il piano di monitoraggio che prevede, nell' ambito delle azioni decise per fronteggiare l' aviaria, l' abbattimento degli animali per il campionamento degli organi. La comunicazione è stata fatta in un incontro organizzato dall' assessorato regionale alle politiche della salute durante il quale - a quanto si è saputo da fonti dell'assessorato - è stato evidenziato che la Regione Puglia darà all' operazione tutto il supporto necessario, pur non condividendo tale decisione. La riunione è stata tenuta nella sede dell' assessorato regionale alle politiche della salute: hanno partecipato i rappresentanti del servizio veterinario della Regione Puglia, dei servizi veterinari delle Ausl delle province di Lecce e di Taranto (dove si trovano le aree nelle quali sono stati trovati cigni infettati dal virus), dell' Istituto zooprofilattico sperimentale e il dott.Orusa del ministero alla sanità. Quest' ultimo ha partecipato alla riunione per coordinare il piano di monitoraggio deciso dall' Istituto faunistico nazionale, supporto tecnico della unità di crisi del ministero. E' proprio il piano di monitoraggio che prevede l' abbattimento dei cigni per il campionamento organi. Non si sa se i cigni verranno prima catturati e dopo uccisi o se verranno utilizzati, da parte del ministero, tiratori scelti.
L' assessore alle politiche della salute, Alberto Tedesco, intervenuto brevemente nella riunione, ha precisato - secondo quanto riferito da responsabili dell' assessorato regionale - che il piano è del Ministero e non della Regione Puglia, poichè la Regione ha motivo di ritenere, supportata dai propri esperti, la «non piena utilità del piano di monitoraggio». Pertanto la Regione Puglia - è stato più volte ribadito, a quanto si è saputo - non condivide la decisione di scegliere l' abbattimento dei cigni. Ma poichè è suo compito, come istituzione, collaborare con il ministero - è stato sottolineato - provvederà a dare ogni supporto a livello locale.
La non condivisione della scelta di abbattere i cigni deriva anche dall'esistenza di un piano di monitoraggio attivato autonomamente dalla Regione Puglia a settembre, piano che prevedeva, oltre ai 180 campionamenti su animali catturati da inviare al ministero, altri 1000 campionamenti fino a fine aprile. Il piano di monitoraggio previsto dalla Regione Puglia, elaborato sulla base delle opinioni scientifiche di esperti della Università di Bari, non prevede l' abbattimento degli animali.
La Regione Puglia - è stato sottolineato oggi nell' incontro - ha deciso, sulla base di valutazioni scientifiche, di procedere al campionamento su animali vivi: quindi campionamento di feci, sangue, lacrime e di materiale tracheobronchiale. Il ministero, sulla base delle considerazioni scientifiche dell' Istituto faunistico nazionale, vuole invece procedere con un campionamento più completo e quindi con un campionamento di organi: perciò occorre procedere all' abbattimento dei cigni, animali che appartengono alle specie protette. Una decisione triste - è stato più volte ripetuto da tutti gli intervenuti nel corso della riunione di oggi - che comunque - è stato precisato - è una decisione frutto di una «valutazione scientifica».

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