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Sabato 23 Settembre 2017 | 13:00

Un nuovo porto per Gallipoli

Italia Navigando, società controllata da Sviluppo Italia, ha presentato all'autorità marittima portuale un progetto per 950 nuovi posti barca
GALLIPOLI (LECCE) - Italia Navigando, società controllata dal Gruppo Sviluppo Italia, ha presentato all'autorità marittima portuale di Gallipoli un progetto per la richiesta di concessione demaniale per l'adeguamento della struttura portuale esistente a scalo diportistico idoneo ad accogliere 950 posti barca. Si tratta di un progetto che interessa tutto il bacino per trasformarlo in porto turistico. Ora, la Capitaneria di Porto si accinge a sottoporre al ministero della Infrastrutture il progetto per risolvere alcune problematiche di carattere amministrativo.
Il bacino portuale di Gallipoli, infatti, è utilizzato per l'attracco di navi mercantili e passeggeri, di circa 180 unità da pesca, la banchina di Riva è riservata ai natanti da diporto, nel molo foraneo sono anche ormeggiate le motovedette della Capitaneria di Porto e alle altre forze di polizia, Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia di Stato. Gli interventi di modifica interessano anche le aree banchinare, tutti i capannoni e le strutture utilizzate dal genio civile, gli operatori portuali e la Capitaneria di porto.

Il comandante del Compartimento marittimo di Gallipoli, capitano di fregata Giacomo Salerno, afferma che il porto di Gallipoli «è un porto multiuso. Il progetto - sottolinea - porterebbe inevitabilmente al cambiamento delle sue funzioni, anche perchè, tra l'altro, con il prolungamento del molo di sottoflutto, unitamente al posizionamento di tutti i pontili, sarebbe problematico far convivere il traffico da diporto con il traffico mercantile. Resterebbe anche irrisolto il problema della flotta peschereccia».

La trasformazione radicale preoccupa inoltre i titolari di imprese portuali, agenzie marittime, spedizionieri doganali, piloti ormeggiatori, barcaioli, i quali sostengono che «l'eventuale accoglimento del progetto di totale riconversione del porto commerciale in darsena diportistica invaliderebbe migliaia di anni di storia per il porto di Gallipoli». La loro posizione è stata illustrata in un incontro che gli operatori hanno avuto con il comandante Salerno. «L'eventuale adeguamento - sostengono - invaliderebbe migliaia di anni di storia per il porto, creando conseguenzialmente la perdita di centinaia di posti di lavoro (indotto), fra addetti ai servizi portuali e imprese locali salentine che usufruiscono dello scalo gallipolino». Pertanto operatori commerciali e portuali dello scalo chiedono un incontro con gli organi istituzionali e politici per analizzare con estrema attenzione e urgenza il problema. Intanto, il progetto presentato oggi da Italia navigando verrà trasmesso al comune di Gallipoli che dovrà indire la conferenza dei servizi.

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