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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 22:15

Eroina: torna la rotta Turchia-Bari-Ue

La Finanza trova 43,5 chili di droga purissima nascosta in un tir proveniente dall'Albania. Da tempo non se ne sequestrava tanta. Valore commerciale: 15 milioni €
BARI - Circa 43 chilogrammi e mezzo di eroina del tipo «brown sugar», divisa in 70 panetti, sono stati sequestrati al porto di Bari da militari della Guardia di Finanza e da funzionari dell'Agenzia delle Dogane. La sostanza stupefacente era contenuta in un doppiofondo della cabina di guida di un autoarticolato appena sbarcato dalla motonave «Domiziana», proveniente dall'Albania, condotto da un cittadino albanese di 30 anni di Tirana. A bordo c'erano circa 17 mila chilogrammi di erbe officinali contenute in 850 sacchi.
Il carico era in transito sul territorio italiano ed era diretto in Spagna. L'infallibile fiuto dei cani antidroga in dotazione alla Guardia di Finanza, che non si sono fatti confondere dal forte odore delle erbe, ha reso possibile il ritrovamento. La droga era nascosta nel mobiletto porta oggetti dietro il sedile del conducente, sopra il lettino posteriore. Il cittadino albanese è stato arrestato e rischia, a causa del recente inasprimento delle pene, una condanna da 6 a 20 anni di reclusione. Il valore della merce, destinata al mercato del nord Italia e della Spagna, ammonta a circa 3 milioni di euro.
Secondo quanto hanno riferito gli inquirenti, durante una conferenza stampa nella sede della Guardia di Finanza, si tratta del più ingente sequestro di eroina a Bari negli ultimi cinque anni sia come quantità ma anche come qualità e valore della sostanza sequestrata che era tagliata al 32%, quindi molto pura. Una volta immessa sul mercato, avrebbe consentito un guadagno di 15 milioni di euro.
L'anomalia che ha attirato gli inquirenti, oltre al trasporto ufficiale di erbe officinali destinate alla Spagna, è stato il fatto che l'autoarticolato, uno Scania del valore di circa 150 mila euro, era nuovissimo. Di solito le organizzazioni criminali usano mezzi più usurati. Il resto lo hanno fatto l'esperienza degli operatori e il fiuto dei cani antidroga. Inoltre un altro particolare importante sulla forza di queste organizzazioni criminali è emerso dalle confezioni dei panetti, molto più accurate e precise che in altre circostanze.
Sulle confezioni c'era una sorta di marchio di fabbrica e di garanzia sulla bontà della sostanza: il simbolo della mezzaluna rossa, simile a quello presente sulla bandiera della Turchia e una testa d'aquila, simbolo dell'Albania. Secondo gli inquirenti ciò stava a significare, anche per i mercati di destinazione, che la droga veniva prodotta in Turchia e commercializzata in Albania da organizzazioni criminali del Paese delle Aquile. L'uomo arrestato, un 30enne di Tirana, non ha precedenti penali. Sono stati sequestrati anche un computer portatile, due telefoni cellulari e 3.000 euro, oltre a moneta contante albanese. La ditta che aveva spedito le erbe officinali è di Elbasan.

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