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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:42

Ragazzi feroci: Cc sgominano gang di rapinatori

Tutti della provincia di Foggia. Per i carabinieri di Manfredonia sono riusciti a mettere a segno almeno un paio di colpi prima di essere arrestati. Il capo sarebbe un 16enne. Le immagini delle telecamere di un ufficio postale lo riprendono pistola in pugno mentre dà ordini ai compagni
MANFREDONIA (FOGGIA) - A 16 anni ha il piglio del boss. Le immagini delle telecamere di un ufficio postale lo riprendono vestito con un maglioncino viola mentre, pistola in pugno, dà ordini ai suoi giovani complici ed entra sicuro nei locali da rapinare. Si faceva chiamare «Rocco il rapinatore» e nonostante la giovane età era già a capo di una baby-gang specializzata in rapine in uffici postali e banche. In tutto quattro ragazzi della provincia di Foggia che sono riusciti a mettere a segno almeno un paio di colpi prima di essere arrestati - due maggiorenni all'alba di oggi, due minorenni qualche giorno fa - dai carabinieri di Manfredonia.
La banda era composta da due ragazzi di 15 e 16 anni di Ortanova e da due maggiorenni, uno di 19 anni, Leonardo Manzi, anche lui di Ortanova, e l'altro di 24 anni, Claudio Quarato, di Manfredonia. Erano bene organizzati, facevano sul serio, le rapine le mettevano a segno per raggranellare soldi e non per bullismo, ha spiegato il comandante della compagnia di Manfredonia, magg. Naselli. Per i due più grandi le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del tribunale di Foggia Enrico Di Dedda su richiesta del pm Alessandra Fini; per gli altri due dal gip del tribunale dei minorenni di Bari.
Le indagini - ha precisato Naselli - sono partite dopo la rapina, documentata dalle telecamere a circuito chiuso, compiuta il 2 febbraio scorso nell'ufficio postale di Manfredonia, che fruttò 3.100 euro e la pensione di un anziano che l'aveva appena riscossa. I quattro vi sarebbe giunti - secondo quanto accertato dagli investigatori dell'Arma - a bordo di una Lancia Thema di proprietà del padre di Claudio Quarato: mentre questi faceva da palo, gli altri tre, sotto la minaccia di una pistola giocattolo molto simile a quella vera, si fecero consegnare il bottino. Anche l'auto venne filmata dalle telecamere.
I due minorenni e Manzi, inoltre, avrebbero rapinato pochi giorni dopo, il 22 febbraio, la filiale della Credem a Rivisondoli (in provincia dell'Aquila). In un ristorante della zona «Rocco» lavorava per quattro giorni alla settimana. Qui i giovani rapinatori entrarono armati di taglierino per non incappare nel metal-detector. Ne uscirono dopo aver arraffato cinquemila euro.
I carabinieri di Manfredonia, che dopo la rapina a Manfredonia stavano indagando su di loro, dopo aver accertato che avevano preso un autobus per la provincia dell'Aquila avvisarono i loro colleghi abruzzesi. Gli spostamenti dei tre furono seguiti anche grazie ai segnali emessi da un cellulare che i quattro avevano portato via durante la rapina alla Posta.
I due minorenni e il diciannovenne sono stati bloccati giorni dopo alla stazione ferroviaria di Sulmona mentre prendevano il treno per tornare in provincia di Foggia. Manzi fu scarcerato il giorno successivo all'arresto, ma è rimasto libero solo pochi giorni: è stato definitivamente incastrato dal giubbotto, trovato dai carabinieri a casa sua che, come documentato dalle immagini televisive, il diciannovenne indossava durante la rapina nell'ufficio postale di Manfredonia.
Le indagini dei carabinieri continuano ora per accertare se vi siano state altre rapine attribuibili alla baby-gang.

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