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Giovedì 21 Settembre 2017 | 03:40

Due nuovi Cpt a Gorizia e Bari: proteste

Il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu: «I centri di permanenza temporanea sono indispensabili». Celerini sgombrano sit-in nel capoluogo pugliese
ROMA - Sono stati aperti ai due estremi opposti del paese, ma hanno provocato la stessa indignazione. Il via libera ai centri di accoglienza temporanea di Gradisca, in provincia di Gorizia, e di Bari, hanno fatto esplodere le polemiche per due decisioni che, per l'opposizione, hanno il sapore di propaganda elettorale. Ma non solo: il governatore del Friuli, Riccardo Illy ha attaccato duramente il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, per non aver mantenuto le promesse fatte; Ds e Rifondazione lo hanno accusato di aver dimostrato scarso senso delle istituzioni «rifiutando ogni richiesta di moratoria che gli è stata rivolta», mentre l'Arci ha parlato dell' «ultimo atto di un governo indegno». Secca la risposta del titolare del Viminale: «i cpt -ha detto- sono indispensabili», e l'apertura di quelli di Bari e Gradisca d'Isonzo, «era prevista».
Davanti al centro di Bari sono stati organizzati presidi di protesta da aderenti alla Rete no cpt, tra cui esponenti dell'Arci, Cgil e Rifondazione Comunista. Il presidio è stato sgomberato dalle forze dell'ordine che hanno trascinato via uno ad uno i manifestanti che si erano seduti a terra.
ILLY, PISANU NON HA MANTENUTO LA PAROLA: «Pisanu - ha detto Illy - ha sempre detto che il Cpt di Gradisca sarebbe stato aperto, ma che avrebbe accolto solo immigrati intercettati nel territorio della regione. Ma il primo è arrivato da un' altra regione. Siamo molto lontani da quell' impegno». Parole «condivisibili» per Rosy Bindi, che propone di superare «la logica di segregazione propria dei cpt, frutto della Bossi-Fini». Il centro di Gradisca, aperto ieri con l'arrivo del primo immigrato, ne ospita ora già 19. «Adesso hanno finalmente la loro prima bestia in gabbia -ha detto Alessandro Metz dei Verdi- evidentemente il mostro da sbattere in prima pagina serviva ai loro tornaconti politici». Difende il centro il presidente della cooperativa Minerva, che lo gestisce, Adriano Ruchini: «si fa formazione linguistica e culturale a beneficio degli ospiti, ed assistenza psicologica. Non si tratta certo di un lager». DS E PRC ACCUSANO, PROPAGANDA ELETTORALE SU PELLE IMMIGRATI: L'apertura del Cpt di Bari è una «scelta politica», che «equivale a voler piantare una bandierina», secondo Alba Sasso (Ds), che oggi è entrata nel nuovo Cpt e ha trovato quattro immigrati: due rumeni, un bulgaro e un tunisino «piuttosto disorientati». Il Governo fa «propaganda elettorale sulla pelle degli immigrati, secondo Russo Spena (Prc), che attacca Pisanu per aver aperto di due Cpt «contro il parere di tutte le autorità locali e, in alcuni casi, anche delle questure e delle prefetture, senza accettare la ragionevole proposta nostra e dei movimenti di una moratoria elettorale». Per Filippo Miraglia dell'Arci è «l'ultimo atto di un Governo indegno». Mentre il sindaco di Bari ha chiesto al prefetto «l'autorizzazione a procedere a un sopralluogo presso il Cpt al fine di constatarne la conformità alle leggi».
PISANU, I CENTRI SONO INDISPENSABILI: «Chi non li vuole -ha detto- deve dire chiaramente che vuole la libera circolazione nel Paese di immigrati clandestini, lasciandoli in balia delle organizzazioni criminali che li sfruttano spietatamente dal luogo di partenza a quelli di arrivo dove vengono regolarmente immessi nel mercato turpe del lavoro nero o in quello della manovalanza criminale». Pisanu ha poi ricordato che i centri «non li ha inventati questo governo» ma «li ha soltanto migliorati». E che l'apertura di quelli di Bari e Gradisca «era prevista: sono necessari «nella previsione che con l' arrivo della buona stagione cresceranno gli sbarchi e nessuno vorrà più assistere allo spettacolo doloroso di centinaia di persone, da 1000 a 1.200, come accaduto, raccolte nel solo centro di Lampedusa che ne può contenere al massimo 200».

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