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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 12:51

Mafia & usura: 4 arresti a Lecce

Secondo quanto accertato dagli investigatori - dal 1997 al 2003 gli indagati avrebbero utilizzato i capitali messi a disposizione da esponenti della Sacra Corona Unita, e generalmente provenienti da altre attività criminali, per prestiti ad imprenditori salentini in difficoltà finanziarie
LECCE - Due pregiudicati leccesi, affiliati al clan Cerfeda che fa capo all'organizzazione di tipo mafioso Sacra Corona Unita e un carrozziere di Lecce sono stati arrestati oggi da agenti della Polizia per usura e riciclaggio. Gli arresti - a quanto si è appreso - sono stati compiuti sulla base di ordinanze di custodia cautelare emesse dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Lino Giorgio Bruno.
Le indagini sono state compiute attraverso l'acquisizione di titoli e movimentazioni bancarie, testimonianze, e le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.
I quattro - secondo quanto accertato dagli investigatori - dal 1997 al 2003 avrebbero utilizzato i capitali messi a disposizione da esponenti della criminalità organizzata, e generalmente provenienti da altre attività criminali, per prestiti usurari a imprenditori leccesi in difficoltà finanziarie e il prestito ad usura avrebbe fornito all'organizzazione anche un sistema efficace per il riciclaggio di denaro "sporco".

Tra i quattro destinatari del provvedimento restrittivo emesso dalla magistratura salentina c'è anche Rodolfo Spagnolo, imprenditore leccese di 49 anni, conosciuto come "Rudy", noto per le amicizie che vantava in ambienti vip locali. L'uomo si è costituito al commissariato di Polizia di Roma-Prati.
Spagnolo è il titolare di due "gettonati" negozi di abbigliamento di Lecce - "GM" e "GMJ" - che sono stati sequestrati perchè l'accusa ritiene siano stati avviati con danaro che l'imprenditore (che era in difficoltà economica) ha preso in prestito dal clan mafioso Cerfeda, per poi spartire i ricavi ottenuti dalla vendita della merce con affiliati alla stessa associazione mafiosa. Il commerciante è accusato di impiego di danaro, beni o utilità di provenienza illecita.
Di usura e riciclaggio, reati aggravati dall'aver favorito un'associazione di tipo mafioso, è invece accusato Luciano Papadia, carrozziere, di 35 anni; usura è il solo reato contestato a Stefano Lezzi, di 39, e a Valerio Corigliano, di 48. A questi ultimi due, ritenuti dalla Polizia affiliati al clan mafioso Cerfeda della Scu, il provvedimento cautelare è stato notificato in carcere. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce Vincenzo Scardia, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore inquirente della Dda, Lino Giorgio Bruno.
Nel corso della conferenza stampa, il questore di Lecce, Giorgio Manari, ha spiegato che alcuni degli indagati erano dediti al riciclaggio del danaro sporco e fornivano prestiti a tassi usurari che arrivavano fino al 120%. Il procuratore aggiunto della Dda, Cataldo Motta, ha invece rilevato che nell'erogazione del prestito ad usura l'imprenditore, quello lecito, è costretto a condividere la gestione e i profitti dell'azienda con il mafioso, «sino ad arrivare - ha detto - all'impresa mafiosa che è quella che si ha nel momento in cui il mafioso si appropria dell'impresa».

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