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Lunedì 25 Settembre 2017 | 20:58

«Puglia, Parco europeo per l'energia alternativa»

Così il presidente della Regione, Nichi Vendola, presentando la prima bozza del piano energetico ambientale regionale approdata ieri sera in Giunta
BARI - «L' industria energetica è una delle nostre sfide di eccellenza insieme a quella legata all' innovazione» e «ci piacerebbe che la Puglia divenisse in Europa uno dei Parchi energetici mirati alle fonti rinnovabili e all' innovazione». Lo ha detto oggi il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, presentando, insieme con il vicepresidente della giunta pugliese e assessore allo sviluppo, Sandro Frisullo, e all' assessore regionale alle politiche energetiche e ambiente, Michele Losappio, la prima bozza del piano energetico ambientale regionale portata ieri sera in giunta per una prima presa d'atto. All' incontro di oggi con i giornalisti erano anche presenti Roberto Pasinetti di Ambienteitalia e Gian Maria Gasperi della Emas-Ecolabel, le due società che hanno elaborato la bozza di piano.
Si tratta di 83 pagine che contengono una sola filosofia, ha spiegato Losappio: «La Puglia vuole contribuire a colmare il deficit energetico del Paese ma riducendo le fonti maggiormente inquinanti». Una strada, questa, che - ha aggiunto Frisullo - «può essere applicata anche alla politica dello sviluppo dell' industria».
Vendola, quindi, ha spiegato che la Puglia rifiuta «qualsiasi posizione autarchica sul problema dell' energia, che è un problema da affrontare a livello mondiale, europeo e nazionale».
La Puglia dunque non si sottrae ma fa alcune scelte fondamentali: sceglie «fortemente l' eolico», «sfida il sistema di impresa affinchè vengano in Puglia a costruire centrali del fotovoltaico solare», è disponibile ad ospitare le prime applicazioni industriali dell' idrogeno verde, «ispirandoci - ha detto Vendola a quello che sta facendo con lungimiranza la California», e punta sulle biomasse.
«I gasdotti - ha detto Vendola - sono una scelta che incoraggeremo perchè può consentire di abbattere l' uso di combustibili fossili». E quindi sì ad ospitare in Puglia uno dei cinque rigassificatori previsti in Italia, ma a condizione che la Regione svolga la sua parte sulla valutazione di impatto ambientale e che venga rispettato il volere delle popolazioni. In pratica: no al rigassificatore previsto a Brindisi, un 'vedremò invece per il progetto che localizza un impianto a Taranto. La Puglia - ha comunque ribadito Vendola - dice un chiaro e secco «no» al nucleare: «C'è un dibattito un po' pacchiano e scabrosamente elettorale - ha detto Vendola a questo proposito - sul ritorno al nucleare. Noi siamo usciti dal nucleare 20 anni fa e questo discorso è tipico del depistaggio, di chi cioè non vuole affrontare due grandi opzioni che ci sono a livello mondiale che sono quelle del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili». In Puglia - escluso l' eolico - vengono prodotti 6500 megawatt di energia, «una produzione - è stato detto - molto abbondante, il doppio del consumo». «Ciononostante - ha aggiunto Losappio - non intendiamo fermare la produzione energetica facendoci carico dei bisogni del Paese Italia».
In Puglia, secondo le dichiarazioni degli amministratori regionali, si va dunque verso un ridimensionamento delle fonti produttive maggiormente inquinanti che sono i derivati dal petrolio, la nafta, il gasolio, e il carbone: la Regione chiederà alle società importanti che operano utilizzando queste fonti un confronto per arrivare ad una revisione in un arco di tempo ragionevole.
La produzione col carbone, che dovrebbe diminuire, verrebbe sostituita dal gas e quindi nel piano c'è un parere favorevole per l' uso del gas, per i rigassificatori e metanodotti. E' prevista una forte valorizzazione delle energie alternative: «viene confermato l' eolico (non ci sarà più la moratoria) e si potrà diffondere su tutto il territorio, ma con delle regole che vengono indicate nel piano». La Puglia sceglie anche l' idrogeno, il solare, il fotovoltaico, le biomasse «purchè - avvisa Losappio - non siano inceneritori mascherati». Il piano oltre al 'nò categorico «e senza scampo» all' energia nucleare, prevede infine una serie di iniziative per il risparmio energetico in edilizia, nei trasporti e anche nella vita quotidiana.
La bozza di piano (che il 16 marzo sarà portata nelle competenti commissioni consiliari), dopo un incontro che si terrà nei prossimi giorni a livello regionale con enti, associazioni, movimenti, gruppi di interesse, sarà portato in incontri che si terranno a livello provinciale. Tornerà in giunta, per la definitiva approvazione da parte dell' esecutivo, nei primi giorni del mese di maggio.

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