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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 18:32

Minorenne barese adescata via chat

Agenti della Mobile e della Postale di Bari hanno arrestato a Genova un pensionato per violenza sessuale e pedo-pornografia nei confronti di una 15enne
BARI - I passi, questa mattina presto, a Genova. Poi il campanello e le nocche sulla porta. «Polizia, aprite!». E' stato mentre l'uscio della sua abitazione si spalancava davanti agli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Postale di Bari, che i due mondi paralleli di Alessandro, 65 anni, si sono intersecati e sono andati in pezzi. E' stato arrestato per violenza sessuale e per aver indotto una minorenne a produrre materiale pedo-pornografico. Per l'articolo 609 bis del Codice Penale e con l'inasprimento di pene che c'è stato, rischia una condanna a oltre 10 anni di galera. Però si tratta di anni che andrebbero ad affastellarsi su quelli cui già l'inchioda l'anagrafe. Anni di seconda scelta, anni di vecchio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, invece, Alessandro con la 15enne del Barese il calendario l'ha sfogliato all'inverso. Era da gennaio, o forse da dicembre, che non aveva più la sua età, non era più un pensionato ammogliato, non aveva più la pancia e la cervicale. Per lei, per la tenera ragazzina che aveva conosciuto via chat, lui aveva 22 anni, era bello e atletico (glielo aveva dimostrato mandandole una foto, di un altro), e stava facendo carriera come agente di commercio.
Si sa come va in chat line: scambio di foto. Eppoi: «Non ne hai una a figura intera?». E ancora: «Dai mandamene una in costume da bagno». E ancora, ancora, in un crescendo di intimità, emozioni, forse sentimenti. Fino a che ogni diga è in frantumi e la ragazzina - è la ricostruzione degli investigatori - accontenta ogni sua richiesta e gli confeziona e gli manda via Internet un filmato senza veli, senza tabù. Carne giovane e passione, tutta se stessa per il giovanotto dei suoi sogni.
E' stata la sensibilità della mamma della minorenne a portare i poliziotti sulle tracce di Alessandro. S'era accorta che sua figlia era distratta, svogliata, che studiava poco e passava ore davanti al computer. Non ha preso alla leggera questi "segnali", ha intensificato la sorveglianza. Poi non le è rimasta altra scelta: via Amendola 114, a Bari, la sede del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni. La denuncia. Le indagini. I riscontri. La perquisizione. Il ritrovamento del materiale pedopornografico.
«C'era un'immedesimazione perfetta - spiegano gli inquirenti - il pensionato parlava proprio come un ragazzo, scriveva usando un gergo da 22enne, era credibile».
Il pm, Lidia De Iure, sulla vicenda ha preteso che si tenesse una conferenza stampa perché questa torbida vicenda servisse da monito a ogni genitore e a ogni ragazzino: «Ci vuole accortezza. Sul web non sempre la realtà è per come appare».
Il gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis, che ha accolto la richiesta del pm, ha posto l'uomo agli arresti domiciliari. Un processo stabilirà responsabilità e sanzioni. Ma qualcuno sta già pagando. Alessandro ora è chiuso in casa, sprofondato nella sua vita reale. Accanto a lui c'è sua moglie, una persona perbene. La sua vita, l'"unica", è distrutta.
Marisa Ingrosso

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