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Martedì 26 Settembre 2017 | 14:59

L'Arsenale di Taranto è alla canna del gas

Confindustria: non ci sono commesse, imprese sotto sequestro giudiziario per l'inchiesta-sicurezza e il Ministero latita per la Cigs dei lavoratori
TARANTO - La grave crisi in cui si trovano le imprese operanti all'interno dello stabilimento Arsenale è stata oggetto, stamani, di una riunione tenuta dalla Sezione Navalmeccanica di Confindustria Taranto, che ha richiesto al Prefetto di convocare un incontro a breve per assumere ulteriori iniziative atte a sbloccare la grave situazione di impasse.
Per gli industriali il rischio di paralisi totale è praticamente dietro l'angolo, e questo malgrado sia già stata avviata - e da tempo - una procedura di cassa integrazione straordinaria in deroga che avrebbe dovuto consentire, per i lavoratori, una temporanea boccata d'ossigeno. La procedura, in particolare, era stata avviata a dicembre scorso sulla scorta delle indicazioni rese dal Ministero del Lavoro in occasione dell'incontro svoltosi a Roma, previa sottoscrizione, nella sede della Provincia di Taranto, di un accordo sottoscritto dalle parti sociali, nonchè dalla Direzione Provinciale del Lavoro di Taranto e dalla Direzione Arsenale.
Di fatto, malgrado siano trascorsi tre mesi dall'avvio della procedura di cassa, il Ministero del Lavoro - rappresentato nell'occasione particolare dal sottosegretario on. Viespoli - non ha ancora provveduto a convocare le parti per la sottoscrizione dell'accordo. Un ritardo inammissibile, a parere di Confindustria Taranto, che sollecita pertanto gli enti interessati - Regione e Provincia in primis - a fare pressione affinchè da Roma giunga al più presto l'attesa convocazione. Intanto, lo stato in cui versano le imprese dell'indotto colpite, oramai da quattro mesi, da un provvedimento di sequestro giudiziario per presunte violazioni alle leggi sulla sicurezza, rimane gravissimo. Le imprese, in particolare, sono impossibilitate ad anticipare ai lavoratori le spettanze dovute; i dipendenti, dal canto loro, continuano ad assicurare le loro prestazioni a ranghi sempre più ridotti a causa della oramai totale mancanza di commesse.

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