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Venerdì 22 Settembre 2017 | 12:02

Roma - Task force-aviaria divisa sul «caso Puglia»

Nell'ambito dell'attività di monitoraggio l'Unità di crisi voleva catturare alcuni cigni presenti in Puglia. Non riuscendo a catturarli vivi ne ha abbattuti 4. Di tutto ciò però la Regione ha detto d'essere stata tenuta all'oscuro dal Ministero
ROMA - Nuovi aggiornamenti sull'influenza aviaria. Entro breve sarà divulgato, a cura della Fidc (Federazione italiana dei cacciatori), uno studio dell'infettivologo Daniele Scevola dell'Università di Pavia. La "Task force" per l'influenza aviaria si è intanto riunita presso il ministero della Salute. Dopo gli aggiornamenti sulla situazione degli animali rinvenuti positivi al virus H5n1 ad alta patogenicità (in totale 19, la maggior parte dei quali cigni reali), Vittorio Guberti, veterinario dell'Infs,(Istituto nazionale per la fauna selvatica), ha relazionato sull'attività di monitoraggio sostenuta dall'istituto e culminata nella decisione dell'Unità di crisi di procedere alla cattura di alcuni cigni facenti parte di un gruppo di 26 presenti in una zona umida in Puglia.
Dopo inutili tentativi di catturarli vivi, si è optato per l'abbattimento, ma giunti al numero di 4 soggetti l'operazione è stata sospesa su richiesta dello stesso ministero, dopo che erano scoppiate forti proteste per l'operazione, più di natura politica che tecnica. Nel dibattito ancora una volta sono emerse le "due anime" della Task force: quella animalista, contraria in ogni caso all'abbattimento, e quella più cosciente, appartenente al mondo venatorio, che riconosce l'ineluttabilità di certe operazioni (tra l'altro effettuate dall'Ente preposto in Italia allo studio della fauna selvatica) se dettate da motivazioni di sanità pubblica. L'esame di questi soggetti, infatti, sarebbe servito per verificare se il virus era presente in forma asintomatica o se si fossero sviluppati anticorpi in reazione all'infezione.
La verifica di una delle due situazioni sarebbe di importanza fondamentale per capire se cambiare o meno strategie di contenimento della diffusione della malattia. Il prelievo sarà comunque completato per giungere al numero previsto di 12-14 soggetti.
In seguito alle risultanze degli esami verrà convocata un'altra riunione. Il mondo venatorio presente ha nuovamente offerto la propria offerta di collaborazione, dietro precise direttive del ministero della Salute.
Il presidente nazionale Federcaccia, Franco Timo, ha confermato la piena disponibilità dei Federcacciatori di collaborare con le autorità sanitarie, preannunciando che entro breve sarà appunto divulgato, a cura della Fidc, uno studio sull'aviaria dell'infettivologo professor Daniele Scevola dell'Università di Pavia. Stefano Simeoni, in rappresentanza dell'Acma-Federcaccia, organizzazione che con i suoi aderenti sta offrendo un importantissimo contributo di collaborazione tecnica e scientifica, ha ribadito al ministero della Salute la disponibilità ad utilizzare le anatre germanate quali anatre "spia", ma per ora il progetto è stato accantonato.

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