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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:11

Ragazzo fermato per tentato omicidio

Farebbe parte del clan Conte-Cassano di Bitonto che si fronteggia alla famiglia Valentini. La sparatoria avvenuta il 26 febbraio scorso in provincia di Bari
BARI - Un ragazzo di 16 anni è stato sottoposto a fermo dalla polizia con l'accusa di tentativo di omicidio: è accusato di aver sparato, il 26 febbraio scorso, alcuni colpi di pistola contro gli occupanti di una Bmw.
Il ragazzo - a quanto è stato reso noto - è considerato dagli investigatori un elemento significativo di uno dei clan di Bitonto (Bari) che si fronteggiano, il clan Valentini, per conto del quale avrebbe compiuto numerosi atti criminosi.
La sparatoria avvenne a Bitonto, verso le 17.30 in via Fornelli. Nessuno rimase ferito, ma gli investigatori trovarono sul posto diversi bossoli.

Secondo la ricostruzione dell' accaduto fatta dalla polizia l'attentato del 26 febbraio scorso rientra nella «sanguinosa» guerra che si sta svolgendo a Bitonto tra i due clan rivali che fanno capo alle famiglie Valentini e Conte-Cassano. Lo ha sottolineato il dirigente della squadra mobile, Luigi Liguori, in un incontro con giornalisti.
Il pomeriggio del 26 febbraio il 16/enne, che era a bordo di un ciclomotore guidato - secondo gli investigatori - da un altro minorenne, avrebbe sparato alcuni colpi di pistola contro una Bmw di colore nero. Subito dopo sia gli attentatori sia i destinatari dei colpi fecero perdere le proprie tracce: gli investigatori trovarono la Bmw che aveva due fori di proiettile sulla fiancata posteriore sinistra.

Gli investigatori - a quanto ha reso noto Liguori - individuarono subito nel 16/enne il presunto responsabile il quale però si era nel frattempo reso irreperibile. Il 27 febbraio, agenti del commissariato di polizia di Bitonto lo incrociarono: era a bordo di un ciclomotore e armato con una pistola. Gli agenti spararono in aria nel tentativo di bloccarlo ma il ragazzino fuggì. Nel frattempo si sarebbe rifugiato in un paese vicino dove avrebbe posto la sua base operativa. E' stato però rintracciato e sottoposto a fermo sabato scorso: la notizia è stata dato solo oggi perchè stamattina il pm del tribunale per i minorenni ha esaminato il provvedimento.
Il sedicenne - è stato inoltre detto - è stato arrestato la prima volta quando aveva 14 anni con l'accusa di rapina ad un distributore di benzina e resistenza a pubblico ufficiale. Successivamente è stato trovato dai carabinieri, una prima volta, con in tasca 11 proiettili ed una seconda in possesso di una pistola calibro 9 corto. In un' ultima occasione è stato trovato a bordo di una vettura risultata rubata. Anche se non si hanno prove il ragazzino - secondo gli investigatori - avrebbe sparato negli ultimi mesi altre 3 o 4 volte per conto del clan Valentini. Il bersaglio dell'attentato, un giovane di 25 anni - che è stato denunciato per favoreggiamento - ha detto in un primo momento di non essersi accorto di nulla e di aver creduto che il rumore dell'esplosione fosse stato causato dallo sparo di alcuni petardi. Poi ha dovuto ammettere l'accaduto. Apparterebbe - secondo gli investigatori - al clan Conte-Cassano.
La cittadina di Bitonto, ad una ventina di chilometri da Bari, è diventata negli ultimi tempi - secondo gli investigatori - un luogo estremamente pericoloso: negli ultimi sei mesi si sarebbero avute sei o sette sparatorie a testimoniare la lotta tra i clan per il dominio del territorio. Oltre agli episodi criminosi - ha sottolineato Liguori - conosciuti dalle forze dell'ordine, ve ne sarebbero molti altri dei quali non si ha alcuna notizia.

Liguori ha elencato alcuni degli episodi noti avvenuti dall'ottobre scorso: il 22 ottobre fu ferito in una sparatoria Cosimo D'Elia considerato vicino al clan Conte; il 26 ottobre si ebbero due sparatorie, senza feriti, in via Crocifisso e in via Giovanni XXIII; un' altra sparatoria si verificò il 3 novembre. Il 5 novembre Andrea Liso, affiliato al clan Valentini, mentre era in un bar fu ferito alla gola in un conflitto a fuoco tra bande contrapposte; il 7 gennaio ancora un'altra sparatoria: in quell'occasione furono trovati tre bossoli. Il 14 gennaio ci fu un altro conflitto a fuoco nel bar Alexander. In queste occasioni - è stato precisato - sono state utilizzate mitragliette. Dall'inizio dell'anno - ha il detto il responsabile del commissariato - sono state arrestate 36 persone, nove delle quali solo nel mese di marzo. Sono anche aumentati in questi ultimi anni i quantitativi di sostanze stupefacenti sequestrati in città.

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