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Mercoledì 24 Gennaio 2018 | 02:57

«Lotta alla povertà, non ai poveri»

Per il presidente della Regione Puglia, Vendola, l'immigrazione è ricchezza. Il punto in un convegno a Bari «Le rimesse: una opportunità per la crescita»
BARI - «Istituzionalizzare un percorso trasparente e lecito per il trasferimento delle rimesse dei migranti»: è questo il percorso che il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha indicato oggi nel convegno internazionale organizzato a Bari sul tema «Le rimesse: una opportunità per la crescita. Il caso degli immigrati albanesi in Italia». L'iniziativa è organizzata dalla Regione Puglia e dalla Banca Mondiale e vi partecipano operatori economici e politici di Italia e Albania.
Si tratta di un incontro - è stato spiegato - che rappresenta un primo momento di confronto per fare emergere il problema di questi flussi di denaro che da illegali devono diventare legali e, soprattutto, devono trasformarsi - ha sottolineato il direttore esecutivo della Banca Mondiale, Biagio Bossone - in «fonte di occasione di sviluppo nel paese di destinazione del denaro, quindi nel paese di origine dei migranti». Rispetto al fenomeno - è stato detto - oggi si lavora con dati la cui qualità è discutibile proprio perchè il problema è sommerso. Banca Mondiale ha comunque predisposto uno studio dal quale emerge che l' Italia è fra i primi dieci Paesi dai quali partono le rimesse nel mondo ed è il sesto Paese in Europa.
La Banca d'Albania stima che nel 2004 l'intero flusso di rimesse verso l'Albania ammontava ad un miliardo di dollari: il 13% del prodotto interno lordo dell' Albania. Circa il 60% del flusso delle rimesse in Albania proviene dalla Grecia e il 30% dall' Italia. Si stima che nel 2004 ci sia stato un flusso di rimesse Italia-Albania di circa 310 milioni di dollari, 18 milioni di euro sarebbe la somma partita dalla Puglia.

VENDOLA, MIGRANTI VITTIME CLANDESTINITA'
«La Puglia vuole contribuire alla lotta contro le povertà e non alla lotta contro i poveri, alla lotta contro la clandestinità, liberando i clandestini dalla clandestinità». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, spiegando le ragioni del convegno internazionale organizzato oggi a Bari insieme con la World Bank per affrontare il tema delle rimesse dei migranti, cioè dei trasferimenti dei soldi dei migranti nei loro Paesi di origine, con particolare riferimento al caso degli immigrati albanesi in Italia.
Sottolineando come «i migranti che precipitano nella clandestinità sono le prime vittime della clandestinità», Vendola ha annunciato: «Noi vorremmo lavorare politicamente perchè si costituisca un tavolo che veda non soltanto le autorità politiche ma anche le autorità bancarie, tutto il mondo della trasparente intermediazione dei flussi di denaro perchè il tema delle rimesse è un tema fondamentale di una produzione di ricchezza che rischia di essere diminuita, o opacizzata, da una intermediazione oscura». «Dobbiamo portare all'emersione questo tema - ha aggiunto - perchè è questo un modo per contribuire all'irrobustimento economico dei Paesi in via di sviluppo che hanno nelle rimesse dei migranti una delle voci fondamentali del loro Pil ma significa anche intervenire sulla soggettività dei migranti rendendo conveniente l'emersione da qualunque forma di clandestinità». «Così pensiamo, costruendo questo tavolo e costruendo un esperimento unico, quello della Regione Puglia con la Banca Mondiale, pensiamo di porre le mani - ha proseguito - in alcune questioni concrete che riguardano il futuro dell'Europa che non si blinda ma che è capace di integrare attivamente questioni rilevanti come quelle che vivono nell' Area Balcanica, poichè sviluppo, legalità e diritti umani sono un mix importante». «Noi - ha assicurato Vendola - possiamo avere più sicurezza se i migranti vivono con più sicurezza per esempio il trasferimento di una porzione del loro reddito nel loro paese di origine e se queste porzioni di reddito sono in parte mirate sulle politiche di sviluppo nelle aree di provenienza dei migranti. Mi pare - ha concluso - un contributo importante a un'Europa migliore».

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