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Martedì 26 Settembre 2017 | 16:50

Bari - Tutta la ricchezza del clan

La Gdf ha sequestrato beni per 4,5 milioni di euro a gruppo mafioso barese, al quale erano già stati tolti oltre 9,5 milioni tra beni mobili ed immobili
BARI - In esecuzione di provvedimenti disposti dalla magistratura, militari del Gico del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza hanno eseguito provvedimenti di confisca di beni mobili ed immobili e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di 4.5 milioni di euro, di proprietà di esponenti del clan facente capo alle famiglie Mangione-Matera. Questi ultimi sono stati tutti arrestati con l' accusa di associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico di stupefacenti e estorsione.
Il provvedimento di confisca - a quanto si è saputo - fa seguito al provvedimento che portò, nel novembre 2004, al sequestro di beni di proprietà dello stesso clan per valore di circa 9.5 milioni di euro.
Le indagini economico patrimoniali condotte nei confronti del sodalizio mafioso, che opera nella zona della Murgia barese, ebbero inizio dopo che nel 2002, a conclusione della cosiddetta operazione «Canto del cigno», furono arrestati numerosi presunti esponenti del clan.
Una prima fase delle indagini patrimoniali si concluse nel novembre del 2004, quando furono sequestrati beni per 9.5 milioni di euro: in particolare 12 appartamenti, tre ville, 9 capannoni industriali, 4 appezzamenti di terreno edificabile, 8 auto, 69 rapporti bancari e cinque quote societarie con relativi compendi aziendali.
In una seconda fase, che si è conclusa all' inizio del 2006, in esecuzione di un provvedimento della sezione misure preventive del tribunale, sono stati invece confiscati 6 terreni, 9 appartamenti e ville, due auto, 3 depositi di risparmio, due dossier titoli, un rapporto di assicurazione, un libretto postale e un' attività commerciale per un valore globale di 4.5milioni di euro.
L'attività investigativa patrimoniale, condotta in un primo momento nei confronti di 200 persone, è stata estesa anche ai loro familiari e ad alcuni prestanome, e sono diventate così 900 le persone fisiche e giuridiche sottoposte alle indagini. I beni confiscati saranno destinati a finalità sociali.

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