Cerca

Lunedì 25 Settembre 2017 | 04:42

Sanità&Appalti: Lucio Tarquinio a giudizio

Con l'ex-vicepresidente del Consiglio regionale pugliese (Fi), rinvio a giudizio anche per l'ex dg degli Ospedali Riuniti di Foggia, Nicola Cardinale, e per altri 7
FOGGIA - L'ex-vicepresidente del Consiglio regionale pugliese, Lucio Tarquinio (Forza Italia), di 56 anni, di Foggia, l'ex direttore generale degli Ospedali Riuniti di Foggia, Nicola Cardinale, di 66, di Cerignola (Foggia), ed altre sette persone sono state rinviate a giudizio.
Lo ha deciso il gup del Tribunale di Foggia Maria Rita Mancini a conclusione dell'udienza preliminare relativa a presunte turbative d'asta nell'ambito di una gara di appalto, della fine del 2004, per servizi di vigilanza e guardiania indetta dall'azienda ospedaliera universitaria Ospedali Riuniti. Il processo comincerà il prossimo 14 aprile davanti alla prima sezione penale del Tribunale del capoluogo dauno.
Otto dei nove imputati furono posti agli arresti domiciliari il 13 dicembre scorso da militari della Guardia di finanza. Oltre a Tarquinio (che dopo l'arresto si autosospese dall'incarico) e Cardinale furono arrestati Rosario Laccetti, 49 anni, di Foggia, amministratore della cooperativa di vigilanza La 133; Matteo Vigilante, 45 anni, di Foggia, amministratore di varie società di vigilanza; Raffaella Panico, 42 anni, amministratrice della Gecopa, società di gestione contabile e finanziaria del gruppo di imprese di Vigilante; Roberto Annarelli, 40 anni di Foggia, amministratore formale della Black Security; Michele Raffaele Lecce, 43 anni, di Foggia, amministratore formale della Vigilanza di Capitanata; Vincenzo Turi, 44 anni di Foggia, amministratore della Sicura. Indagato in stato di libertà il direttore area patrimonio degli Ospedali riuniti, Francesco Caputo, responsabile del procedimento per l'asta pubblica per l'affidamento triennale del servizio di vigilanza agli Ospedali Riuniti di Foggia.
Al termine dell'udienza l'avvocato Michele Curtotti, che difende Tarquinio, Cardinale, Laccetti e Caputo, ha evidenziato di aver chiesto al giudice sia la revoca degli arresti domiciliari per i suoi assistiti ai 'domiciliarì sia «la separazione del processo perchè - ha riferito - i miei assistiti rispondono solo di turbativa d'asta e abuso d'ufficio, a differenza degli altri cinque imputati che dovranno rispondere anche di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta e per gare diverse da quelle effettuate al Riuniti di Foggia».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione