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Lunedì 25 Settembre 2017 | 04:42

Aviaria - «C'è chi danneggia i produttori locali»

Per la Coldiretti regionale le grandi aziende che operano in Puglia stanno adottando linee commerciali penalizzanti per gli allevatori pugliesi
BARI - «E' deprecabile che in un momento di oggettiva difficoltà per gli avicoltori pugliesi gli altri soggetti della filiera facciano cartello per assestare un ulteriore colpo ad un settore già fortemente danneggiato dalla psicosi dell'influenza aviaria». E' la denuncia del direttore della Coldiretti Puglia, Giuseppe Brillante, alla notizia che un'azienda della grande distribuzione ha «consigliato» tutti i responsabili dei propri punti vendita della Puglia «di acquistare solo ed esclusivamentè uova e wurstel di pollo e tacchino» da grandi produttori nazionali e non più da produttori locali. Non basta. Anche le grandi aziende che operano in Puglia, secondo il direttore della Coldiretti Puglia, stanno adottando linee commerciali penalizzanti per gli allevatori locali. Da un lato hanno già fatto firmare contratti di soccida riducendo i cicli produttivi, dall'altro non stanno pagando il prodotto già conferito per cui gli imprenditori avicoli hanno anticipato le spese di allevamento.
Particolarmente penalizzati, sempre secondo il dirigente Coldiretti, gli allevamenti nati da pochi anni (2/4) per cui gli imprenditori avicoli hanno acceso mutui pluriennali e l'attuale mancanza di liquidità non consente loro di far fronte alle scadenze. La psicosi ingiustificata e incontrollabile a cui si sta assistendo rischia di creare una cannibalizzazione del mercato, con le aziende della trasformazione che si stanno chiudendo nel territorio dove ritengono di poter abbattere maggiormente i costi, mantenendo al contempo una presenza storica. «E' una situazione grave e pericolosa - commenta ancora Brillante - che rischia di far scomparire le imprese avicole e una intera filiera di qualità con le sue potenzialità occupazionali ed i suoi prodotti che, invece, possono mantenere la loro corretta valorizzazione solo attraverso un'etichettatura trasparente dell'origine.
Evidentemente gli attori della filiera economicamente più forti stanno strumentalizzando un momento commerciale difficile tentando di farlo ricadere soltanto sulle spalle degli allevatori locali».

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