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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 04:18

Brindisi ospiterà i primi marines interforze

Esercito e Marina al lavoro per creare una nuova Forza anfibia nazionale col Reggimento Lagunari Serenissima (Esercito) e il Reggimento San Marco
Nuova Forza anfibia nazionale BARI - Immaginate che, in un'isola meta di vacanzieri, ribelli abbiano preso in ostaggio tutti gli italiani. Oppure ricordate i difficili soccorsi post- tsunami. Ecco, è in situazioni come queste che può diventare vitale una Forza nazionale da sbarco che sia "expeditionary", cioè capace di raggiungere Paesi molto lontani per agire lì indipendentemente da rinforzi e rifornimenti esterni. Nel castello di Brindisi, Esercito e Marina Militare stanno proprio lavorando alla creazione di una nuova Forza anfibia che sommerà le peculiarità del Reggimento Lagunari Serenissima dell'Esercito, con quelle del Reggimento San Marco.
Il comando stabile dei primi marines interforze avrà sede a Brindisi e, a regime, conterà su circa 2.500 persone. Oneri e onori ricadranno su due ufficiali del Barese che la «Gazzetta» ha intervistato in esclusiva. Contrammiraglio Michele Saponaro Futuro comandante della nuova Forza da sbarco nazionale sarà il contrammiraglio Michele Saponaro, originario di Triggiano e attuale comandante della Forza da Sbarco della Marina Militare (a sinistra). Futuro vicecomandante sarà il colonnello dell'Esercito Emilio Motolese (di Conversano). A lui - che vanta già un curriculum interforze, essendo cresciuto professionalmente tra divise verdi e blu - è toccato il compito di dirigere il Centro di integrazione anfibia che dovrà rendere omogenee le specialità di Lagunari e Marò.
«Poche nazioni hanno una capacità anfibia, una forza di proiezione dal mare, credibile - dice Michele Saponaro - capace di operare con risultati tangibili, in tempi brevi, autosostenendosi in teatri lontani e con una forza di impatto capace di scoraggiare. Per questo la Difesa ha puntato sui due elementi di manovra di cui dispone: il San Marco e i Lagunari. Inoltre, questa nuova Forza non assorbe altri quattrini e risponde ad una necessità di ottimizzazione delle risorse delle Forze armate, in chiave interforze». «I compiti della nuova Brigata - spiega l'ammiraglio - andranno dall'assistenza umanitaria, all'ingresso in aree ad alta intensità conflittuale. Noi risponderemo così anche alle esigenze della Nato e a quelle dell'Unione europea, cui l'Italia (assieme alla Spagna) assicura l'unica forza anfibia».
Colonnello Emilio Motolese «Per raggiungere questo risultato - dice Emilio Motolese (nella foto durante la missione Antica Babilonia) - stiamo creando percorsi formativi, d'addestramento e procedure, tali da poter avere un risultato omogeneo ma nel rispetto delle singole specificità. Perché il valore aggiunto di questa nuova Forza di proiezione dal mare è quella di avere il meglio di entrambe le Forze armate». «Per esempio -interviene l'ammiraglio Saponaro - i nostri colleghi dei Lagunari non sbarcano dalle navi anfibie e ora lo impareranno». «Oppure - aggiunge Motolese - ci sono elicotteri della Marina e dell'Esercito, le procedure sono diverse perché l'addestramento è mirato a scopi diversi, ora bisogna integrarli».
Circa l'integrazione c'è da dire che tanto i Lagunari, quanto i Marò, hanno potuto confrontarsi sul campo sia in esercitazione (come il West African Training Cruise 2005, in Nuova Guinea, cui si riferisce la foto qui sotto), sia in operazione (in Iraq).
WATC 2005 Poi, per centrare l'ambizioso obiettivo di avere una Forza che, in tempi brevi, sia pronta a raggiungere una qualsiasi area costiera, riuscendo ad autosostenersi in quel territorio, anche logisticamente, per tempi abbastanza lunghi, il colonnello Motolese e i suoi collaboratori stanno anche censendo le professionalità, incluse quelle di Aeronautica Militare e Carabinieri. «Ci sono forse metereologi più bravi dei colleghi dell'Aeronautica? E che dire di come svolgono la funzioni di Polizia militare i Carabinieri che sono un esempio anche per le Forze armate estere», cita a titolo esemplificativo l'ammiraglio Saponaro.
Insomma, nel castello di Brindisi si sta facendo un lavoro enorme che, tra l'altro, è anche un primo sforzo concreto per dare sostanza alla nuova visione strategica dello Stato Maggiore della Difesa, con Forze Armate da impiegare in modo integrato, nell'ambito di un vasto impegno di razionalizzazione degli investimenti (da dosare col contagocce dopo i tagli dell'ultima manovra Finanziaria).
I tempi? «Tra giugno e luglio - conclude il colonnello - una prima compagnia Lagunari sarà pronta a cooperare in seno alla nuova componente anfibia».
Marisa Ingrosso
Foto Mario Gioia

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