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Mercoledì 17 Gennaio 2018 | 08:23

Vendola: «La Lega? L'Italia peggiore»

Il presidente della regione Puglia spara a zero contro il caso Calderoli, dopo che il ministro dimissionario è stato accusato di vilipendio
FOGGIA - «Non c'era un ministro impresentabile, c' è un' intera cultura di governo che è impresentabile». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, sul caso Calderoli. «Un centrodestra - ha aggiunto - che ha incorporato dentro di sè una formazione pararazzista che consente esibizioni di quel genere, di quello stile, che determinano i danni che sappiamo».
«Tutto questo - ha insistito - rappresenta un pericolo per noi, per l'Italia, per i cittadini e per la nostra sicurezza. Credo che bisognerà cancellare rapidamente una stagione che ha consentito plausibile che un personaggio come Calderoli guadagnasse la poltrona del governo».
Alla domanda se ritiene chiuso il discorso con le dimissioni di Calderoli, Vendola ha risposto: «Ma perchè, gli altri della Lega che cosa sono? La Lega è un partito di governo. Che cosa scrive ogni giorno la Padania? Loro rappresentano l'Italia peggiore, non rappresentano tutta l'Italia».

SCALFARO MAESTRO DI VITA
Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell' anno accademico dell' Università di Foggia, facendo riferimento alla presenza di Oscar Luigi Scalfaro, ha sottolineato che è «un maestro di vita e di pensiero democratico». «Una figura - ha aggiunto - che ci esaltava con passione civile e con un substrato evangelico. Noi siamo sapienti critici dei vizi degli altri ma facciamo molta fatica a leggere dentro i nostri cuori e dentro le nostre modalità comunicative». Al rettore, Antonio Muscio, Vendola ha detto che «guadagneremo di giorno in giorno una collaborazione, una intesa sempre più stringenti. La vita universitaria - ha insistito - non è un settore tra gli altri, è il luogo in cui si produce e riproduce il capitale sociale fondamentale. Ahimè quanto poco acuto e lungimirante è stato chi ha pensato nel corso del tempo che l' investimento culturale fosse un investimento passivo. Quanto miope è stato immaginare di poter strozzare il diritto allo studio come è avvenuto, ad esempio, nella mia regione, fino al punto di trasformare quegli enti che sono stati immaginati come preposti alla valorizzazione e al diritto allo studio, parlo dell' Edisu, trasformati, capovolti nel loro contrario in uno dei tanti acronimi». «Dobbiamo prima di tutto bonificare, moralizzare gli Edisu - ha concluso Vendola - e consentire che il diritto allo studio torni concretamente il centro della vita degli Edisu. Nei prossimi giorni vareremo la riforma degli Edisu perchè riteniamo che quello sia il punto fondamentale di passaggio che consentirà a noi di guadagnare la prospettiva al diritto allo studio».

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