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Giovedì 21 Settembre 2017 | 23:05

Puglia - Matrimonio lampo: 15 giorni

La questione di nullità a tempo di record trattata dal Tribunale ecclesiastico di Puglia, che oggi ha inaugurato il nuovo anno giudiziario
BARI - Nel 2005 sono state decise 256 cause (47 in più del 2004), ne sono state archiviate 25 e 756 sono le cause pendenti al 31 dicembre. Delle 256 cause decise, 187 si sono concluse affermativamente, cioè con la dichiarazione di nullità del matrimonio e 69 negativamente, con il riconoscimento della validità del matrimonio. Sempre nel 2005, sono state introdotte 251 nuove cause, sette in più dell'anno precedente, e da queste risulta che 205 matrimoni hanno avuto una durata tra i 15 giorni e i 6 anni. Queste cifre sono state elencate dal vicario giudiziale Luca Murolo nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico pugliese che si è tenuta oggi alla presenza, tra gli altri, dell'arcivescovo di Bari-Bitonto, mons.Francesco Cacucci, del prefetto, Tommaso Blonda, e del vicesindaco, Emanuele Martinelli.

La prolusione è stata affidata a padre Manuel Arroba Conde, preside dell'istituto Utriusque Iuris della Pontificia Università lateranense che ha presentato l'istruzione «Dignitas Connubii» con le norme che i tribunali diocesani e interdiocesani devono osservare nelle cause. Le motivazioni principali per la nullità del matrimonio sono state l'esclusione dell'indissolubilità (79 casi), il difetto di discrezione di giudizio e l'incapacità ad assumere gli obblighi coniugali (50), l'esclusione della prole (45) e la simulazione totale del consenso (44). Tra le altre motivazioni troviamo il timore, l'infedeltà, l'esclusione della sacramentalità, l'impotenza, l'errore di persona.
L'esclusione dell'indissolubilità e della prole e la simulazione del consenso mostrano per il vicario giudiziale che «è molto alto il numero delle persone che accedono al sacramento con una visione soggettiva e personale del matrimonio escludendo la realtà stessa del matrimonio cristiano o il vincolo permanente o l'orientamento alla finalità procreativa». Il difetto di discrezione di giudizio e l'incapacità ad assumere gli obblighi coniugali, invece, rivelano «la fragilità e la grave immaturità di tanti giovani». Murolo ha auspicato «una più stretta collaborazione tra Tribunale, consultori familiari diocesani e uffici di pastorale familiare diocesani. Da parte degli operatori del tribunale - ha detto - c'è la massima disponibilità e c'è già un'intesa a livello di federazione dei consultori e di commissione regionale di pastorale familiare».

Per quanto riguarda i costi, la parte attrice - ha ricordato Murolo - «è tenuta a versare 450 euro al momento della presentazione del libello, mentre la parte convenuta non è tenuta ad alcuna contribuzione se partecipa all'istruttoria senza patrocinio. Nel caso in cui nomini un patrono di fiducia od ottenga di usufruire dell'assistenza di un patrono stabile è tenuta a versare 250 euro». Sulla durata della cause, invece, ha detto che «papa Benedetto XVI, parlando della verità cercata nei processi di nullità matrimoniale ha ribadito che è assai importante che la sua dichiarazione arrivi in tempi ragionevolì. Nel nostro tribunale la durata delle cause è di almeno due anni».
Mons.Cacucci, che è il moderatore del Tribunale, vigila cioè sulle attività, ha sottolineato l'alto livello di qualificazione raggiunto: «ci troviamo di fronte - ha detto - a un incremento di procedimenti legati probabilmente anche alla maggior fiducia in questo organo e alla spesa minima necessaria ad avviare un procedimento, grazie al contributo della Conferenza episcopale italiana. I tempi non sono lunghissimi, ma quando si parla di problemi che attingono alla coscienza, l'ideale sarebbe giungere a contenere il tutto entro l'anno».

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