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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 18:37

Foggia - Fratelli arrestati per estorsione

Secondo gli investigatori i due sarebbero gli autori dell'attentato a Pasquale Galano, l'imprenditore contro cui il il 3 maggio del 2004 furono sparati 8 colpi
FOGGIA - Giuseppe e Nunzio Aprile, di 36 e 46 anni, già detenuti per reati in materia di droga sono stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai carabinieri del Reparto Operativo di Foggia e emessa dal gip del tribunale di Bari, Jolanda Carrieri che ha accolto le richieste del sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, Domenico Seccia. Secondo gli investigatori i due sarebbero gli autori dell'attentato a Pasquale Galano, l'imprenditore foggiano contro cui il il 3 maggio del 2004 furono sparati 8 colpi di pistola. Determinante per l'inchiesta i rilievi dei carabinieri del Ris, il reparto di investigazioni scientifiche eseguiti subito dopo l'attentato. In particolare i due fratelli ritenuti vicini al clan mafioso dei Francavilla, il 3 maggio di due anni fa dopo aver fatto fuoco contro l'imprenditore e il figlio, che rimasero illesi, fuggirono a forte velocità a bordo di una Golf. Il mezzo però durante la corsa si scontrò con una Renault Clio parcheggiata nei pressi di via Lussemburgo dove avvenne l'agguato. I pezzi di auto recuperati sul luogo del tamponamento e alcuni testimoni che riuscirono ad indicare agli investigatori diversi numeri di targa della Golf sono stati importanti per l'inchiesta e per l'arresto dei due Aprile che si dichiarano innocenti.
L'attentato sarebbe stato messo a segno per avere uno 'scontò sull'acqusito di un appartamento.
Subito dopo quel 3 maggio, secondo quanto accertato dai carabinieri, all'imprenditore venne recapitata una lettera in cui vi era scritto: «sbrigati a pagare sai chi ti può aiutare». Qualche giorno dopo, i due fratelli si presentarono nella sede di Galano perchè volevano acquistare un appartamento. 250 mila euro il prezzo dell'immobile che i fratelli avrebbero pagato con forme particolari: una prima tranche di 11mila euro, di cui 5mila in contanti e gli altri 6 con assegni poi risultati scoperti. Durante i colloqui i due avrebbero anche consigliato all'imprenditore di mettere sul finestrino della sua auto la foto di Nunzio Aprile perchè cosi sarebbe stato immune da altri attentati. «Non ti preoccupare, noi ci dobbiamo voler bene» gli avrebbero detto i due arrestati che quando l'imprenditore ha fatto sapere che voleva rescindere il contratto perchè era preoccupato dei metodi di pagamento, avrebbero anche chiesto la restituzione del doppio della caparra che secondo la legge, spetta invece al venditore.

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