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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 02:23

Festa a Mesagne per film di Rubini

Il film inizia con il ritorno nel paese della Puglia, di Luigi (Fabrizio Bentivoglio), dal quale era stato allontanato dopo una violenta ribellione al padre
MESAGNE (BRINDISI) - In occasione della distribuzione del film di Sergio Rubini «La terra» in tutte la sale italiane, sabato 25 febbraio a Mesagne, città dove la pellicola è stata in gran parte girata, si riunirà il cast per presentare ufficialmente la pellicola alla città.
«La Terra - ricorda un comunicato degli organizzatori - prodotto da Domenico Procacci per Fandango in collaborazione con Medusa Film e Sky è stato interamente girato l'estate scorsa in Puglia, a Mesagne con alcune scene ambientate a Nardò (Lecce) e a Francavilla Fontana (Brindisi)». Il film ha per protagonisti Fabrizio Bentivoglio, Emilio Solfrizzi, Paolo Briguglia, Massimo Venturiello, lo stesso Sergio Rubini, Claudia Gerini, Giovanna Di Rauso ed Alisa Bistrava. Il film è in in programmazione nel Cinema Ariston di Mesagne da venerdì 24, mentre sabato 25 ci sarà la cerimonia di presentazione del film, alle ore 17.00 nel Cinema Ariston, ai giornalisti ed alla città. Saranno presenti Sergio Rubini, Fabrizio Bentivoglio, Emilio Solfrizzi, Paolo Briguglia ed il Produttore del film Domenico Procacci.

Sergio Rubini commentando questa sua ultima regia ha detto che pensava che «il viaggio a ritroso intrapreso nella mia memoria, nella cultura e tradizione della mia terra d'origine fosse definitivamente terminato. Evidentemente sbagliavo. Ripenso ad un famoso mnemonista che usava una tecnica molto personale: disponeva le parole dei testi da memorizzare lungo la strada che conduceva a casa. Quella strada era l'unica cosa che ricordasse veramente, ogni minimo dettaglio di quel tragitto era scolpito a fuoco nella sua mente». «Così su una panchina collocava una parola ha continuato - su un ciottolo un'altra, su quel gradino un'altra ancora. E poi sotto quel lampione, accanto a quel ciuffo d'erba (Io pure mi ritrovo a disporre le mie storie lungo le strade da cui provengo su cui, come se si trattassero di un teatrino, con più facilità riesco a far muovere personaggi e situazioni e, mi sembra, dare loro vita e senso. Poi i film finiscono e puntualmente mi ritrovo a pensare che se mai ne dovessi fare un altro certamente quello lo girerei a Stoccolma. Il film inizia con il ritorno nel paese della Puglia, dal quale era stato allontanato adolescente dopo una violenta ribellione al padre-tiranno, di Luigi (Fabrizio Bentivoglio), maturo professore di filosofia all'università di Milano, che si ritrova coinvolto nella torbida atmosfera di un mondo che credeva di essersi lasciato alle spalle per sempre. Nel paese riallaccia i rapporti con i fratelli Michele (Emilio Solfrizzi), mediocre affarista, Mario, (Paolo Briguglia), eterno studente impegnato nel volontariato, e con il fratellastro Aldo (Massimo Venturiello), violento e donnaiolo come il padre. Tra i quattro riemergono rancori mai sopiti e vecchie ferite che il tempo non ha rimarginato mentre tutti i fratelli in modi diversi sembrano invischiati nella rete con la quale Tonino (Sergio Rubini), sordido usuraio e boss emergente, avvolge l'intero paese.

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