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Lunedì 25 Settembre 2017 | 06:33

Ostuni - «Via quel mostro d'acciaio»

Il sindaco ha scritto una lettera ad una serie di autorità per sollecitare la rimozione della nave turca incagliatasi a Costa Merlata il 6 febbraio scorso
OSTUNI - Motonave turca incagliata a Costa Merlata Ostuni (Brindisi): l'amministrazione Comunale chiede aiuto a tutte le autorità in grado di risolvere quello che sta diventando un problema ingombrante sotto il profilo ambientale e turistico.
Il Sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, ha scritto una nota all'ambasciatore turco in Italia, Sitki Ugur Ziyal, al presidente della Commissione Europea per l'ambiente, Stavros Dimas, agli europarlamentari pugliesi Salvatore Tatarella, Adriana Poli Bortone, Marcello Vernola ed Enzo Lavarra, al ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, al Responsabile della Protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al presidente della Provincia di Brindisi, Michele Errico, alla Capitaneria di porto di Brindisi, agli assessori regionali e provinciali interessati e alla direzione nazionale di Legambiente. Ostuni 200
«Il 6 febbraio 2006 - scrive il primo cittadino della Città Bianca - la motonave Hanife Ana, battente bandiera turca (probabilmente di proprietà di Tribzon Denizcilik Sanayive Ticaret Ltd Sti), si è incagliata in località Costa Merlata di Ostuni (Brindisi - Italia). La motonave in questione (larghezza 9,2 mt. e lunghezza 142 mt.), general cargo n. IMO 6909064, matr. 745, TSL 9522 proveniva da Ravenna ed era diretta al porto di Istanbul con a bordo oltre 100 mila litri di carburante e olio lubrificante. Con l'ordinanza n° 6 del 10 febbraio 2006 la Capitaneria di Porto di Brindisi ha interdetto la navigazione, l'ancoraggio, la pesca e qualsiasi altra attività nel raggio di 500 metri dalla motonave incagliata.
La Capitaneria di Porto, la Protezione Civile ed il Comune di Ostuni stanno già provvedendo agli interventi utili a scongiurare l'immediato pericolo di inquinamento di carattere ambientale che potrebbe derivare dal versamento in mare del carburante e olio combustibile contenuto nelle stive.
Tuttavia, dato il posizionamento della nave, è indispensabile attivare ogni sforzo poiché si provveda, a breve termine, alla rimozione della nave stessa per rendere fruibili il tratto di costa e di mare interessato.
La suddetta ordinanza e le successive operazioni di bonifica del carburante e dell'olio lubrificante presente nella motonave, assolvono certamente allo scopo della tutela della pubblica incolumità, ma non risolvono sicuramente il problema di fondo: innanzitutto, la tutela dell'ambiente marino e terrestre che sarebbe pericolosamente messo a rischio della presenza della motonave; poi, la disastrosa ricaduta sull'economia turistica del nostro Comune visto che proprio in quella zona (campeggio Costa Merlata e spiaggia Costa Merlata) insistono numerose strutture ricettive e, nel corso della stagione estiva, migliaia di bagnanti.
Ostuni, la Città Bianca, è conosciuta in tutto il mondo per le sue bellezze naturalistiche ed ambientali. La Bandiera Blu conferita per dieci anni consecutivi dall'Unione Europea è conferma e garanzia della qualità delle acque e dell'ambiente del nostro territorio. Un riconoscimento per tutta la fascia costiera di Ostuni (circa 20 km), ma in particolare per la zona di Torre Pozzella - Costa Merlata, rimasta incontaminata ed unica per la presenza di centinaia di insenature e calette, molte delle quali raggiungibili solo via mare.
Per tali ragioni la presenza di questo "mostro" di ferro costituirebbe anche un incalcolabile danno di immagine per la nostra Città.
Si fa appello a tutte le autorità in indirizzo al fine di attivare, con la massima sollecitudine, dettata dall'incombente rischio dell'ambiente e dell'interesse turistico del territorio di questo Comune, tutte le possibili azioni utili a tale scopo.
In particolare si rivolge un accorato appello alle Autorità competenti della Turchia affinché l'armatore e lo Stato turco provvedano con la massima urgenza a rimuovere la motonave in questione».

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