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Giovedì 21 Settembre 2017 | 07:00

Nell'Arsenale di Taranto «bomba cancerogena»

15 sacchi di amianto sequestrati da funzionari dell'Ispettorato del lavoro e carabinieri del Nil di Taranto. Erano nell'area ditte dell'Arsenale della Marina
TARANTO - Funzionari dell'Ispettorato del lavoro e carabinieri del Nil (Nucleo ispettorato lavoro) di Taranto hanno sequestrato oggi un locale adibito a deposito nell'area ditte dell'Arsenale della Marina militare in cui erano custoditi 15 sacchi contenenti scorie di amianto da stoccare. I sacchi, secondo ispettori e carabinieri, erano custoditi senza alcuna cautela, con personale che operava nel locale senza la minima precauzione. Le scorie di amianto proverrebbero dalla bonifica del naviglio militare.
Durante ulteriori controlli, ispezionando un altro locale appartenente alla stessa ditta appaltatrice proprietaria di quella in cui c'erano i sacchi di scorie di amianto, sono state trovate tonnellate di fusti di vernice utilizzata per la manutenzione del naviglio militare e custodita non a norma di legge. Il deposito era occultato da una porticina e da un armadio che la copriva completamente. Il titolare della ditta è stato denunciato per violazione delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, nonchè della legge che tutela dall'esposizione di amianto.
Lo stesso imprenditore era già fra le 30 persone indagate nell'ambito dell'inchiesta aperta dal pubblico ministero di Taranto Vincenzo Petrocelli su presunte violazioni in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro da parte delle ditte appaltatrici dell'Arsenale. I controlli svolti oggi sono stati compiuti all'interno dell'area ditte, che è sotto sequestro da parte della magistratura dal 9 novembre 2005.

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