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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:06

Cocaina: gang in manette a Bari

Operava nel quartiere Madonnella. Arrestati in 10. L'attività di spaccio consentiva di soddisfare 30-40 clienti al giorno, per un incasso settimanale di 8.000 euro
BARI - Auto e cellulari "di servizio" messi a disposizione dai capi e una «frenetica» attività di spaccio per le strade del quartiere, nei principali luoghi di ritrovo dei giovani, anche vicino a caserme. Era molto ben organizzata la gang di giovani spacciatori del quartiere Madonella di Bari, individuata dai carabinieri che hanno arrestato questa mattina dieci persone, poco più che ventenni che avevano come punto di riferimento Francesco Rafaschieri, di 25, figlio del boss Emanuele, di 44 anni, condannato a 15 anni di reclusione per omicidio. L'intensa e ramificata attività di spaccio, consentiva di soddisfare le richieste di 30-40 clienti al giorno, per un incasso settimanale stimato in 8.000 euro. La cocaina veniva venduta a 30 euro per dose.
Tra gli arrestati (uno solo di loro che era minorenne all'epoca dei reati contestati è stato affidato ad un centro di prima accoglienza) figurano anche i due luogotenenti di Rafaschieri, Francesco Melchiorre, di 26 anni, e Antonio Tinelli, di 33, che gestivano in regime di monopolio lo spaccio di stupefacenti, cocaina e hascisc nel quartiere. Il gruppo manteneva rapporti d'affari con quattro esponenti del clan Strisciuglio che operavano nel quartiere Libertà e che sono stati di recente arrestati (con oltre un centinaio di persone) nel corso di una grossa operazione denominata 'Eclissì.
Oltre ai dieci arrestati oggi, che sono accusati di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, gli investigatori ritengono che nel giro fossero coinvolti almeno altri 21 giovani che sono già stati arrestati in flagranza di reato via via nel corso delle indagini (durate da ottobre 2003 a dicembre 2004). In tutto sono stati sequestrati 18 chilogrammi di hascisc, 200 grammi di cocaina, una pistola calibro 9x21 con munizioni.
Ai tre ritenuti ai vertici dell'organizzazione sono stati anche sequestrati tre automobili e tre ciclomotori che erano stati messi a disposizione dei pusher, una quota della società di un negozio di abbigliamento in città, per un valore totale di 200.000 euro.
Nell'operazione, chiamata "numquam satis" sono stati impiegati più di 200 carabinieri del reparto territoriale di Bari, unità antidroga ed antiesplosivo e un elicottero.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis su richiesta dei sostituti procuratori della Dda Dentamaro e Lerario.
Gli arrestati hanno tutti precedenti penali tranne due: questi ultimi sono definiti dagli investigatori insospettabili perchè appartenenti a famiglie per bene che, pare, fossero all'oscuro dell'attività dei loro figli.

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