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Sabato 20 Gennaio 2018 | 12:05

Trani - Spaccio di droga via sms

Cocaina, eroina o hascish chiamati in codice «magliette», «completini» o «calamari bianchi». Quando arrivava il carico: «Oggi ci sarà molta neve su Trani»
TRANI (BARI) - Presunti gruppi di spacciatori di sostanze stupefacenti vengono smantellati dai carabinieri del comando provinciale di Bari che stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 40 persone accusate di aver spacciato cocaina, eroina e hascish tra le province di Bari e Foggia, con base operativa a Trani (Bari).
Il provvedimento restrittivo è firmato dal gip del Tribunale di Trani Michele Nardi, che ha accolto le richieste del pm inquirente Antonio Savasta. Gli arresti vengono eseguiti da 200 carabinieri nei Comuni baresi di Trani, Andria, Bisceglie e Corato, a Cerignola (Foggia) e a Moena (Trento).
Secondo le indagini dei militari di Trani, gli arrestati ricevevano per telefono (anche tramite sms) le richieste di droga. Infatti, dalle intercettazioni telefoniche è emerso che la sostanza stupefacente veniva chiamata in codice «magliette», oppure «completini» e «calamari bianchi». Quando gli spacciatori volevano far sapere che c'era disponibilità di cocaina, dicevano al telefono (o scrivevano negli sms inviati) ai consumatori: «Oggi ci sarà molta neve su Trani».
Secondo l'accusa, i clan di spacciatori, che avevano un'organizzazione famigliare, avevano occupato un territorio approfittando della mancanza di un capo carismatico sullo scenario criminale. Durante le indagini, partite nel 2003, i carabinieri della compagnia di Trani hanno controllato circa 100 consumatori di droga, anche al fine di raccogliere prove a carico degli spacciatori.

C'erano anche delle chiese tra i luoghi in cui gli spacciatori davano appuntamento agli acquirenti che li contattavano telefonicamente anche con sms, come la parrocchia di Sant'Andrea ad Andria (Bari). E' uno degli elementi emersi da un'inchiesta su gruppi che spacciavano cocaina, hascisc e marijuana nel nord barese e in alcuni comuni del foggiano, che ha portato stamani all'alba all'arresto di 33 persone, per la maggior parte giovani fra i 20 e i 25 anni, tre delle quali già in carcere per altri reati.
Altre tre sono tuttora latitanti e sono ricercate dai carabinieri, che hanno compiuto l'operazione nei comuni di Trani, Andria, Bisceglie e Corato, tutti in provincia di Bari, e Cerignola (Foggia). Le ordinanze sono state emesse dal gip del Tribunale di Trani Michele Nardi, su richiesta del pm Antonio Savasta, con l'accusa di concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Secondo gli investigatori, sarebbe stata disarticolata una rete di gruppi di spacciatori, ognuno dei quali agiva in modo autonomo in ciascun comune; sarebbero stati, inoltre, individuati alcuni personaggi emergenti che, approfittando della mancanza di un 'capo carismaticò sullo scenario criminoso locale, si adoperavano, organizzati in clan a conduzione familiare, per l'approvvigionamento e la vendita di sostanze stupefacenti a numerosi acquirenti provenienti anche dai comuni vicini. E' il caso di Michele Regano, di 25 anni, di Trani, con precedenti penali, figlio di uno dei condannati in un processo ad un clan mafioso, che avrebbe cercato di organizzare un suo piccolo gruppo di spacciatori composto per la maggior parte da giovani sconosciuti alle forze dell'ordine. O anche il caso di Vito Pasculli, di 27 anni, di Andria, che avrebbe avuto il ruolo di collegare il gruppo attivo nella sua città con quello di Corato.
Pur operando autonomamente - a quanto emerso dalle indagini, che furono avviate nel novembre 2003 e si sono protratte per circa un anno - i gruppi dediti allo spaccio attuavano contemporaneamente aumenti dei prezzi degli stupefacenti sino al 50-60% in più nei periodi di maggiore richiesta, in particolare per i weekend e la stagione estiva.

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