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Venerdì 22 Settembre 2017 | 19:12

Pacs in Puglia: passa la legge, non le polemiche

Al centro del disegno di legge c'è la famiglia ma a fruire dei servizi saranno tutti i soggetti che avranno i requisiti per usufruire delle iniziative dedicate al welfare
BARI - Vendola lo ammette: per il disegno di legge sulla famiglia approvato ieri dalla giunta regionale pugliese di centrosinistra è stato trovato un vero e proprio compromesso. E un ruolo importante tra i soggetti che hanno portato suggerimenti nel canestro che la imbarazzata Margherita ha portato nella riunione dell'esecutivo lo ha avuto sicuramente la Chiesa pugliese. O almeno così si mormora in tutte le stanze della Regione. «E' un compromesso importante, che io rivendico fino in fondo», afferma il presidente della Regione Puglia. «Perchè, il punto qual è? è quello - aggiunge - di non intaccare la famiglia di diritto ma estendere i servizi, il welfare a tutti». E in quei «tutti», nascosti nell' escamotage trovato e cioè la dicitura "vincoli solidaristici", ci sono sicuramente le coppie di fatto e gli omosessuali.
Al centro del disegno di legge c'è la famiglia. Al singolare, così come richiesto dai dielle e così come è sancito dalla Costituzione, ma a fruire dei servizi saranno tutti i soggetti che avranno i requisiti per usufruire delle iniziative dirette a contrastare la povertà, la disoccupazione, l' emergenza abitativa, al sostegno all' infanzia , agli immigrati, al diritto allo studio. Quello che Vendola, cioè, definisce «il nuovo welfare». Perchè il disegno di legge chiamato da tutti 'sulla famiglià, in realtà è un provvedimento che parla di servizi sociali, di aiuti, di casa, di buoni scolastici. Parla persino della possibilità che i Comuni possano stipulare convenzioni con le parrocchie che organizzano oratori.
Dopo i moniti dei giorni scorsi i vescovi oggi non parlano: non ci sono comunicati, non ci sono commenti. D' altra parte è voce diffusa e non smentita che «il compromesso», «l'escamotage», sia proprio il frutto di incontri tra assessori della Margherita e i vertici della gerarchia ecclesiastica pugliese: l'assessore Guglielmo Minervini, infatti, proprio ieri si è recato a Lecce in curia.
A parlare oggi sono stati più che altro i partiti. Primo tra tutti, la Margherita, il partito che aveva dato vita allo scontro ideologico non sui contenuti del testo, condivisi, ma sulle parole utilizzate. I consiglieri regionali dielle, guidati dal capogruppo, Enzo Cappellini, si sono schierati per dire a gran voce che sono soddisfatti e che, soprattutto, «la Margherita è stata attenta ai dubbi della Chiesa, alle osservazioni che arrivavano dal mondo esterno». Ma la questione, secondo il presidente del Forum delle famiglie , Luisa Santolini, «non è semantica e non serve a nessuno giocare a nascondino con le parole». Va giù duro anche il capogruppo dell' Udc alla Regione, Angelo Cera: «in Puglia si è abbattuto lo tsunami della sinistra» ed è passata «un' onda che ha cancellato la dignità dei cattolici». E anche i consiglieri regionali di An si dicono sconcertati «dalla resa totale dei cosiddetti cattolici della coalizione guidata da Vendola sul tema della famiglia, che peraltro segna altrettanta capitolazione in materia di pillola antiabortiva».
Il capogruppo regionale di Fi, Rocco Palese, afferma di aver registrato «l' autocompiacimento delle cosiddette forze moderate della sinistra per aver portato la Puglia verso Zapatero e ad un passo dall' Inghilterra dove le coppie omosessuali possono anche adottare bambini».
L' assessore alle politiche sociali, Elena Gentile, dei Ds, comunque va avanti per la sua strada e annuncia che non tarderà ad arrivare il regolamento attuativo della legge e dirime i dubbi sulla presunta mancanza di finanziamenti: «le risorse - assicura - ci sono e sono tante». E, rispondendo alle dichiarazioni di ieri del ministro degli Affari regionali, Enrico La Loggia, conclude: «Sia chiaro per tutti: la legge di riforma dei servizi sociali in Puglia è cosa seria e non terreno di campagna elettorale».
Luisa Amenduni

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