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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:43

Puglia: sale prezzo dell'olio, calano i redditi

«Le speculazioni nella filiera hanno pesato fortemente» ha sottolineato il presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori, Antonio Barile
BARI - Nel 2005 i prezzi dell'olio d'oliva hanno spinto in alto la produzione lorda vendibile (plv), ma sono ancora in calo i redditi degli agricoltori. Prezzi bassi per vino, grano duro, pomodoro da industria e latte. Si salvano insieme all'olio d'oliva, agriturismo, barbabietole e uva da tavola». Questa in estrema sintesi l'annata agraria pugliese nel 2005 delineata dal presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori Antonio Barile. «Le speculazioni nella filiera in alcuni settori hanno pesato fortemente - ha precisato ancora Barile - i costi di produzione hanno subito forti aumenti: gasolio agricolo, contributi Inps, energia, concimi e fitofarmaci. La plv dell'agricoltura pugliese nel 2005 si è attestata intorno ai 2.700 milioni di euro, rispetto ai 2.400 milioni del 2004».

Nel 2005 il potenziale produttivo ha visto ridimensionato i volumi produttivi di alcuni comparti: - 25% di superficie investita a grano duro; -17% di produzione di pomodoro. Quella del 2005, secondo la Cia pugliese, è un'annata non positiva anche se in alcuni settori si colgono segnali in controtendenza. Sono cinque annate consecutive in cui l'andamento della plv agricola pugliese non registra un quadro d'insieme positivo.
«La Cia - ha commentato ancora Barile - chiede soprattutto trasparenza e regole. E' necessaria una legge che preveda l'obbligo del doppio prezzo e l'istituzione di un'autorità di controllo sui prezzi dei prodotti agro-alimentari. Siamo di fronte al persistere di difficoltà molto gravi che configurano una crisi strutturale dell'agricoltura pugliese. Non vi è una politica agraria all'altezza dell'importanza e della gravità dei problemi del settore agricolo. La Cia Puglia - ha aggiutno Barile - esprime un giudizio fortemente critico sull'operato del governo nazionale e del ministro Alemanno, il quale è il principale responsabile delle importazioni e dei fenomeni di dumping. Alla Regione Puglia - ha conclusop il presidente della Cia regionale- chiediamo di accelerare i processi di innovazione nella struttura di intervento. Occorre superare le lentezze da lumaca che hanno sempre caratterizzato l'azione dell'Assessorato regionale all'agricoltura. Bisogna rendere sistematico il metodo della concertazione con le organizzazioni professionali agricole».

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