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Martedì 26 Settembre 2017 | 20:12

La giunta Vendola benedice i "pacs"

L'esecutivo della Regione Puglia ha approvato all'unanimità un disegno di legge che proporrà al Consiglio l'estensione dei servizi sociali per la famiglia alle unioni di fatto (patti civili di solidarietà) • Cosa avviene nelle altre Regioni
BARI - È stato approvato stasera all'unanimità dalla giunta regionale pugliese il disegno di legge che estende alle unioni di fatto (patti civili di solidarietà: "pacs") servizi sociali previsti per la famiglia. Uscendo dalla sala giunta, il presidente Nichi Vendola ha espresso la propria soddisfazione rilevando che per la prima volta in Italia si approva una legge che è «diretta alla ricostruzione del welfare in maniera organica e innovativa».

«Abbiamo varato un disegno di legge che oggi rappresenta in Italia il punto più avanzato di ripensamento del welfare, della rete dei servizi sociali. È un disegno di straordinaria ricchezza che compie alcune operazioni importanti. Quella per esempio di guardare al mondo delle marginalità come a un mondo pieno di risorse».
Lo ha detto il presidente della giunta regionale pugliese, Nichi Vendola (Prc), al termine della riunione dell'esecutivo che si è tenuta in serata e durante la quale è stato approvato il disegno di legge che punta ad estendere alle "unioni solidaristiche" i servizi sociali.
Con questo disegno di legge - ha detto Vendola - «guardiamo agli immigrati, ai diversamente abili, ai minori, agli anziani, prevedendo per la prima volta istituti di tutela, di valorizzazione. È un procedimento che guarda una persona e non la vede come un problema, la vede come una risorsa».
«Dentro questo disegno di legge che è fondato sull'idea dell'universalismo del welfare, i diritti di cittadinanza riguardano ciascuna persona. Si è sviluppato su questo un dibattito molto importante, credo molto utile nella società pugliese».
«Ci siamo confrontati - ha precisato Vendola - soprattutto con i rilievi critici, con i suggerimenti che provenivano dal mondo cattolico e che coltivavano la preoccupazione di mettere al riparo la famiglia di diritto. Non c'era alcuna intenzione di minare la famiglia di diritto. E tuttavia abbiamo accolto, con grande attenzione, questi suggerimenti e oggi abbiamo un testo che parla della famiglia che viene accompagnata da questa rete di servizi e di tutele e parla anche di quei nuclei di persone che sono legate da vincoli di parentela, da vincoli di adozione, da vincoli solidaristici: l'espressione che è usata nel titolo è "unioni solidaristiche" e prevede l'estensione dei diritti e dei servizi anche alle unioni solidaristiche».
Quindi, precisa Vendola, «non c'è nessuna sovrapposizione di istituti, che restano differenti, anche perché noi non stavamo discutendo del diritto di famiglia, non abbiamo la proprietà di configurare giuridicamente nulla da questo punto di vista, ma stiamo discutendo dei servizi sociali, dei diritti di cittadinanza».

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