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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 16:52

Puglia: «La famiglia non si tocca»

Il Coordinamento per la difesa della Famiglia affila le armi contro il disegno di legge sui servizi sociali lunedì in discussione alla Regione
BARI - «La famiglia non si tocca»: è la scritta che appare stamani in grandi caratteri su un'intera pagina della edizione della Puglia del Corriere del Mezzogiorno acquistata dal Coordinamento per la difesa della Famiglia.
Chiede adesioni per la battaglia contro il disegno di legge sui servizi sociali che la giunta regionale di centrosinistra guidata da Nichi Vendola (Prc) si accinge ad approvare e che - scrive il Coordinamento nella pagina del giornale - «estende forme di sostegno giuridico ed economico ad ogni tipo di convivenza, anche omosessuale». Il disegno di legge - è detto nella pagina del quotidiano - «mina l'istituzione famiglia disponendo l'abrogazione sulla legge quadro sulla famiglia».
Per questo si ritiene «imprescindibile che tutte le associazioni e i movimenti del mondo cattolico e laico che condividono la centralità della famiglia possano far sentire la loro voce in materia».
Il disegno di legge, dopo una serie di rinvii registrati negli ultimi due mesi proprio per l'acceso dibattito che ne è scaturito, dovrebbe essere esaminato dalla giunta regionale di centrosinistra nella seduta di domani pomeriggio. L'appuntamento sarà preceduto, nella mattinata, da una riunione del gruppo regionale della Margherita e, subito dopo, da un vertice di tutti i capigruppo di maggioranza.

Il presidente della giunta pugliese e l'assessore alle politiche sociali, Elena Gentile, dei Ds, da settimane ripetono che quella di domani è la data definitiva per l'approvazione, dopo le varie «limature» richieste dalla Margherita e in gran parte accettate dall' assessore proponente. Ma è chiaro che è proprio dai dielle che arrivano le preoccupazioni maggiori per la giunta Vendola: come già emerso nella giornata di ieri, la Margherita molto probabilmente chiederà un rinvio poichè, come aveva già anticipato ieri all' Ansa il coordinatore regionale, Gero Grassi, «la famiglia è una anche se ciò non toglie che i diritti si possano estendere anche a situazioni di fatto». La Margherita, pressata in questi giorni dal monito dei Vescovi pugliesi, chiede, infatti, in particolare, ma con forza, che nel testo di legge scompaia la parola «famiglie», al plurale, e che essa venga sostituita con «famiglia», al singolare. Secondo la Margherita, insomma, non si può equiparare la famiglia ad ogni altro tipo di unioni, quali che siano. Una questione, quella sull' uso del plurale, sulla quale l' assessore Gentile sembrava non volesse cedere: «non vogliamo - ha sempre detto - definire con il plurale diverse forme di famiglia; nel testo affermiamo che i servizi sociali vengono estesi alle famiglie e ad altri nuclei di persone». L' assessore, comunque, oggi sembra maggiormente disponibile a cedere purchè il disegno di legge venga approvato dalla giunta. Ma ogni decisione finale sulla questione, questo è certo, sarà lasciata nelle mani di Vendola secondo il quale, comunque, su queste questioni che definisce «nominalistiche» afferma di essere pronto a ragionare.
Alla vigilia della giornata che potrebbe dare il via libera al discusso ddl, arriva dunque l' appello del Coordinamento per la difesa della Famiglia: «Non è una iniziativa contro. - spiega un componente del comitato direttivo, Mario de Donatis - E' un voler richiamare l' attenzione su diversa disciplina da riservare alla famiglia rispetto alle altre aggregazioni di fatto. Ci sembra che si voglia impropriamente abrogare la legge sulla famiglia e la sensazione che ne emerge è che sia un fatto provocatorio». «E poi - continua Mario de Donatis, ex capo di gabinetto della giunta regionale di centrodestra guidata da Raffaele Fitto, attuale coordinatore in Puglia di Fi - su certe iniziative così importanti non si può procedere senza un dibattito». In verità, secondo Mario de Donatis «non c'è stata concertazione».

Il Coordinamento ha costituito un sito internet (www.pugliafamiglia.it), spiega nella pagina le sue finalità, e annuncia che costituirà un osservatorio. Il lettore, infine, può ritagliare un modulo di adesione al Coordinamento e spedirlo. «La nostra iniziativa - viene spiegato ancora nella pagina acquistata dal Coordinamento - è volta a difendere la cultura della famiglia fondata sul matrimonio, civile o religioso, e a favorire specifiche politiche di sostegno, in adesione ai valori contenuti nella Carta Costituzionale».

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