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Venerdì 22 Settembre 2017 | 06:22

Pillola abortiva, ok all'uso in Puglia

Il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno secondo cui le Asl pugliesi potranno utilizzare «tutte le metodiche per l'interruzione volontaria della gravidanza, compresa la Ru486». L'ordine del giorno ha di fatto spaccato l'opposizione di centrodestra. L'«amarezza» dell'arcivescovo di Lecce
Pillola abortiva Ru486 BARI - Domani l'assessore alle politiche della salute della Regione Puglia, Alberto Tedesco, invierà una circolare a tutte le Asl pugliesi con la quale si informa che «tutte le metodiche per l'interruzione volontaria della gravidanza sono utilizzabili in Puglia, compresa la Ru486». Lo ha annunciato Tedesco a conclusione del lungo dibattito che ha caratterizzato oggi i lavori del consiglio regionale pugliese e che è terminato nel tardo pomeriggio con l'approvazione di un ordine del giorno: ha ottenuto i voti favorevoli non solo di tutta la maggioranza di centrosinistra ma anche di tre consiglieri dell' opposizione. Si tratta di un consigliere del gruppo misto e del capogruppo e di un consigliere de «La Puglia prima di tutto», il partito creato dall'ex presidente della giunta regionale di centrodestra e ora coordinatore regionale di FI e consigliere regionale del gruppo misto, Raffaele Fitto, nettamente contrario ad ogni tipo di sperimentazione della pillola abortiva. Al momento del voto si è allontanato per protesta dall'aula il consigliere dell'Udc, Angelo Cera, secondo il quale «si vuole tornare ai tempi delle fattucchiere».

Non era presente in consiglio il presidente della Regione, Nichi Vendola (Prc), assente, nella seconda parte dei lavori, per impegni istituzionali. Vendola stamani, prima di allontanarsi dall'aula e partire per Roma, parlando con i giornalisti a proposito della Ru486 aveva affermato che «fare guerre di religione o guerre politiche sul corpo delle donne credo sia francamente nauseabondo». Il dibattito in consiglio è stato aperto sulla base di una mozione del centrodestra (primo firmatario Fitto) per il «no» alla sperimentazione, e di due ordini del giorno, uno del centrosinistra e uno della Margherita e Udeur con il quale si diceva sì all' attuazione di specifiche sperimentazioni farmacologiche a patto però che in Puglia vi fosse una piena attuazione della legge 194, con il rafforzamento dei consultori. Alla fine del dibattito sui tre documenti, Tedesco ha proposto una pausa nel tentativo, in parte riuscito, di giungere ad un ordine del giorno che potesse essere il più possibile unitario.
L'ordine del giorno che ha di fatto spaccato l'opposizione di centrodestra e che non contiene più alcun riferimento esplicito all' Ru486, prevede tre punti con i quali si impegna la giunta: per il potenziamento della rete dei consultori familiari e delle strutture sanitarie destinate alla più completa attuazione della legge 194 del '78; a varare iniziative utili a contrastare efficacemente il fenomeno ancora persistente e diffuso dell' aborto clandestino; «a consentire l' utilizzazione dei metodi esistenti per l'interruzione volontaria di gravidanza mettendo in atto, con adeguata azione formativa ed informativa, tutte le misure finalizzate alla tutela della salute della donna».
«La Puglia - ha detto Tedesco - osserverà, come è ovvio, le disposizioni vigenti in materia di interruzione volontaria di gravidanza e in materia di utilizzazione di farmaci e quindi non potrà che vigilare perchè tutte le pratiche dell' interruzione volontarie di gravidanze vengano eseguite nella osservanza più scrupolosa della tutela della salute della donna». «La pillola Ru486 - ha proseguito l' assessore - è una delle pratiche usate in Europa e nel mondo per l' interruzione volontaria di gravidanza, per cui in Puglia sarà usata seguendo le disposizioni vigenti in materia di utilizzazione di farmaci acquistati da Paesi dell' Unione Europea».
Il capogruppo della Puglia Prima di Tutto Francesco Damone ha spiegato la sua posizione in contrasto con il resto dell' opposizione di centrodestra: «sono contrario all' Ivg, ma nella vita sociale - ha detto - bisogna garantire la libertà di scelta». E anche Pina Marmo della Margherita ha chiarito: «promuovere la vita significa anche fare cose concrete».

In sede di dichiarazione di voto Giammarco Surico della Puglia prima di tutto, uno dei firmatari di opposizione dell' odg approvato insieme con il centrosinistra, ha detto di aver sottoscritto il documento perchè «favorevole alla sperimentazione che dovrebbe essere inserita in un percorso a livello nazionale». Dello stesso avviso anche il terzo consigliere di opposizione che ha condiviso l'ordine del giorno della maggioranza, Giacomo Olivieri del gruppo misto: «sono contrario all' aborto - ha detto - ma ci sono anche situazioni che occorre tener presente».
Di diverso parere il capogruppo di Fi, Rocco Palese: «l'odg non risolve il problema dei problemi: si vuole sostituirsi con l'azienda farmaceutica della Ru468 che non ha mai cominciato la procedura per l'iscrizione del farmaco nel prontuario farmaceutico in vigore in Italia».
Per Congedo (An) «è mancato nel dibattito in consiglio regionale ogni riferimento alla sfera della difesa della vita, sin dal suo concepimento». La necessità di una tutela della salute delle donne è stata sottolineata da Giovanni De Leonardis dell' Udeur: «noi siamo da sempre contrari all'aborto - ha detto - ma siamo vicini alle donne e ci sono alcuni punti fermi, irrinunciabili, tra cui la salute della donna e il rafforzamento della 194».

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