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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:32

«Non c'è dialogo con gli editori»

Il segretario generale della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, è a Bari per partecipare a un'assemblea dei giornalisti pugliesi. «Serve una riflessione interna al sindacato»
BARI - Definisce «immotivata l'assenza di comunicazione» da parte degli editori sulla vertenza contrattuale dei giornalisti il segretario generale della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, che oggi è a Bari per partecipare a un'assemblea dei giornalisti pugliesi.
«Noi abbiamo espresso la disponibilità - ha detto - a riprendere subito il negoziato sul contratto quadriennale, avendo registrato la indisponibilità degli editori a continuare la riflessione su un accordo transitorio biennale». La Fnsi ha ribadito la richiesta che venga «riconosciuta la legittimità della piattaforma sindacale così come siamo disposti a riconoscere la legittimità delle loro richieste».
Per Serventi Longhi, comunque, «gli editori non possono chiederci di annullare le posizioni che il sindacato dei giornalisti ha fermamente e unitariamente manifestato sul lavoro autonomo, sulle flessibilità, sul precariato, sui meccanismi automatici di rivalutazione del salario, che sono linee-guida delle nostre scelte congressuali». In tre congressi della Fnsi si è sostenuto di dover tenere su questi «punti forti».
«Gli editori - ha aggiunto - non comprendono questo o lo comprendono anche troppo bene e questa posizione così dura non ha precedenti nella storia delle relazioni sindacali; certo, si inquadra in una realtà più vasta e difficile ma non ha precedenti e credo che a questa posizione dovremmo dare più forti e ferme risposte».
Serventi Longhi ha quindi annunciato la ripresa degli scioperi «senza alcun condizionamento esterno», così come per le Olimpiadi invernali di Torino, per le quali la Fnsi non ha sottoscritto la tregua olimpica. «Saremo a Torino in tanti - ha detto - con la partecipazione dalle regioni più lontane, saremo al Lingotto davanti alla sede del Media center delle Olimpiadi, saremo anche al festival di Sanremo e in tante altre situazioni dove chiederemo ai media e ai colleghi di dare visibilità a una vertenza che non ne ha in questo momento, una vertenza su cui pesa un silenzio assordante».
«Io credo - ha concluso - che da questo punto di vista sia necessaria una campagna di riflessione interna al sindacato con assemblee regionali insieme con una campagna esterna di comunicazione all'opinione pubblica e ai colleghi di quello che è in gioco. Noi concluderemo con una conferenza nazionale dei comitati di redazione all'inizio di marzo, che sarà un momento di grande riflessione di tutto il sindacato; il sindacato e i giornalisti italiani devono decidere se questa è la vertenza su cui si gioca il futuro oppure noi dobbiamo mollare e noi proporremo di non mollare».

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