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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:10

«L'acqua dev'essere pubblica»

Per difendere da un uso privatistico reti e servizi idrici, è nata a Bari "AcquaPubblica", un'associazione di soggetti pubblici (aziende e enti) del settore
BARI - E' nata a Bari AcquaPubblica, un'associazione di soggetti pubblici (aziende e enti) attivi nel settore dell'acqua, in particolare della distribuzione, depurazione e fognature. L'obiettivo principale di AcquaPubblica è di creare una rete di cooperazione fra tutti i soggetti pubblici dell'acqua al fine di difendere e promuovere il carattere pubblico della proprietà delle reti e della gestione dei servizi idrici e, a tal fine, stimolare un dibattito politico culturale il più possibile aperto ai cittadini, sulla politica idrica in Italia e a livello regionale. Del gruppo promotore iniziale di AcquaPubblica fanno parte l'Acquedotto Pugliese e l'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale della Puglia, insieme ad altre aziende pubbliche dell'acqua della Lombardia (CAP Gestione, TASM, IaNoM, Servizio Idrico Nord Milano), dell'Emilia-Romagna (CADF), della Basilicata (Acquedotto Lucano) ed altre AATO del Piemonte (Novara 1), della Lombardia (Lodi), delle Marche (Ancona), dell'Abruzzo (ATO 4 Pescara), della Campania (ATO Calore Irpino).
La grande ondata degli anni '90 in favore della liberalizzazione e della privatizzazione dei servizi idrici, inevitabilmente accompagnata, vuoi sostenuta, dalla principale associazione di categoria quale la Federutility, i cui soci membri più importanti tendono sempre di più ad aderire alla Confindustria, comincia a mostrare nel settore dell'acqua segni di indebolimento e a sollevare dubbi ed interrogativi di rilievo. Inoltre, da più parti, ci si interroga sulle conseguenze a breve e medio termine per il mondo dell'acqua della creazione, ottobre 2005, di AquaFed, la federazione internazionale degli operatori privati dell'acqua, cui hanno già aderito 200 imprese private e che si è data l'obiettivo di formare un forte gruppo di pressione politica per influenzare le istituzioni europee ed internazionali (la Banca Mondiale ed il WTO in particolare) in favore di una politica mondiale dell'acqua conformemente agli interessi delle grandi imprese multinazionali private.

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