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I fornitori ospedalieri «La sanità è a rischio»

BARI - «Chi adesso dovrà occuparsi delle piccole e medie imprese?» All’indomani della consultazione elettorale, la situazione di paralisi politica e forse governativa incute preoccupazione tra i piccoli e medi imprenditori. Il presidente Aforp (Associazione fornitori ospedalieri Regione Puglia) Giuseppe Marchitelli, si pone vecchi e nuovi interrogativi, che tornano ad essere posti al centro del dibattito politico. «Chi adesso dovrà dare risposte concrete al mondo produttivo logorato da lacci e lacciuli burocratici e fiscali? Chi dovrà liberare le risorse, dovute da anni, alle imprese fornitrici del sistema produttivo italiano?»
I fornitori ospedalieri «La sanità è a rischio»
BARI - «Chi adesso dovrà occuparsi delle piccole e medie imprese?» All’indomani della consultazione elettorale, la situazione di paralisi politica e forse governativa incute preoccupazione tra i piccoli e medi imprenditori. Il presidente Aforp (Associazione fornitori ospedalieri Regione Puglia) Giuseppe Marchitelli, si pone vecchi e nuovi interrogativi, che tornano ad essere posti al centro del dibattito politico. «Chi adesso dovrà dare risposte concrete al mondo produttivo logorato da lacci e lacciuli burocratici e fiscali? Chi dovrà liberare le risorse, dovute da anni, alle imprese fornitrici del sistema produttivo italiano? Chi dovrà abbassare le tasse, il costo del lavoro, l’Irap, favorire la semplificazione burocratica per rilanciare l’economia? Chi dovrà occuparsi di sanità e provare a dare risposte alla domanda crescente di salute e soprattutto di qualità? Chi dovrà occuparsi del crescente debito contratto dalle regioni italiane, circa 45 miliardi di euro per la sanità, per cominciare ad immaginare un piano di risanamento reale e concreto, partendo dalle certificazioni del credito e applicando la normativa europea sui pagamenti a 30/60 giorni?»

«La preoccupazione più grande riguarda il futuro della sanità sia pugliese che nazionale - afferma Marchitelli - perché, il management sanitario, assillato dai bilanci in rosso e dalla spending-review, potrebbe, per opportunità solo finanziaria, abbassare la qualità di una sanità, che, faticosamente, ha conquistato, giorno dopo giorno, buoni livelli essenziali di assistenza». 

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