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Domenica 24 Settembre 2017 | 17:49

Coldiretti Puglia: «ricaviamo energie alternative dall'agricoltura»

Convegno a Bari con il presidente Salcuni sui "biocarburanti", con gli assessori regionali Michele Losappio (Ecologia) e Angela Barbanente (Assetto del territorio)
Coldiretti BARI - «È assolutamente necessario ed improcrastinabile investire in energie alternative come i biocarburanti ottenuti da coltivazioni quali cereali, barbabietole e girasole che la Puglia può produrre in abbondanza e che l'aumento dei prezzi del greggio rende più competitivi soprattutto alla luce del contributo che possono offrire al raggiungimento degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto con la riduzione delle emissioni di gas serra». Lo ha detto il presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni, nel corso del convegno su "Coltiviamo la Puglia: Rigenerazione dell'Agricoltura. Nuove fonti di Energia. Governo del Territorio", organizzato oggi a Bari dalla Coldiretti Puglia.
«La nuova Pac (Politica Agricola Comune) ma anche la programmazione 2007/2013 sono strumenti da utilizzare - ha spiegato Salcuni - oltre che per orientare la nostra agricoltura verso colture energetiche e per riconvertire impianti di trasformazione come lo zuccherificio Incoronata di Foggia, sostenuti finora solo grazie ai contributi comunitari, anche per accompagnare lungo nuovi processi produttivi strutture capaci di rispondere alle nuove domande del mercato».
I biocarburanti come l'etanolo e il biodiesel - ha spiegato Stefano Masini, capo area ambiente e territorio della Coldiretti Nazionale - «sono ottenuti a partire dai cereali o da sottoprodotti della distillazione del vino e dalla colza, che vengono aggiunti alla benzina o al diesel in una percentuale variabile fino al 30% e consentono una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 70% in media. La Coldiretti ha, tra l'altro, espresso forte preoccupazione rispetto ai parchi eolici, soprattutto nelle zone di particolare pregio ambientale, esprimendosi a favore degli impianti fotovoltaici, al fine di evitare "foreste di pali eolici" che compromettono la sostenibilità ambientale nelle aree protette, nei territori storico-monumentali e nelle zone ad elevata presenza di imprese agro-silvo-pastorali».
L'approccio alla tutela ambientale e alle nuove fonti di energia - ha sottolineato il direttore della Coldiretti Puglia, Giuseppe Brillante - «non può non essere restrittivo e settoriale, bensì deve essere complessivo e partecipato. Il territorio, insieme all'immagine con cui viene percepito, diviene strategico nella valutazione preferenziale da parte del consumatore rispetto ad un prodotto agroalimentare ad esso collegato. La salvaguardia e la tutela del territorio si realizza, quindi, sia tramite le attività agricole compatibili sia attraverso scelte infrastrutturali rispettose e sinergiche rispetto agli obiettivi di sviluppo su cui la società pugliese ha investito».
Secondo l'assessore regionale all'Ecologia, Michele Losappio, intervenuto al convegno, «il vero problema è che in Puglia ed in Italia non esiste una programmazione energetica». «Noi - ha annunciato - presenteremo una bozza del Piano energetico ambientale regionale tra un mese e si aprirà un confronto con tutti i soggetti coinvolti».
«La posizione della Regione Puglia su rigassificatori e termovalorizzatori è chiara - ha spiegato Losappio - per l'eolico dovremo togliere entro giugno la moratoria e a quel punto si dovrà scegliere con criteri che tutelino il paesaggio quanti impianti realizzare e dove ubicarli, scegliendo se concentrarli in zone precise o disseminarli sul territorio per non danneggiare alcuna area in particolare».
Concetto ribadito da Angela Barbanente, assessore regionale all'Assetto del Territorio: «per decenni la Puglia è stata una vera e propria zona di caccia - ha affermato - presa di mira da edificazioni selvagge. La posizione della Coldiretti ci dà la speranza che a partire da subito cambi il modo di vedere la nostra regione e si individuino comuni politiche e strategie che sappiano valorizzare il paesaggio e le aree rurali, non solo importanti per le attività produttive, ma simbolo della nostra storia, cultura e tradizione ampiamente riconosciute ormai a livello internazionale».

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