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Domenica 24 Settembre 2017 | 10:46

«Fascismo mai "umano", nemmeno in Puglia»

Così il presidente della Regione, Nichi Vendola, durante la sua visita nel «Treno della memoria» (per ricordare l'Olocausto) fermo nella stazione di Bari
BARI - «Credo che bisogna chiudere definitivamente, a Bari, in Puglia, la stagione di una certa retorica localistica che faceva immaginare l' esistenza di un fascismo umano e gentile rispetto al resto del regime mussoliniano». Lo ha affermato, «fuori da qualunque atteggiamento iconoclasta o da qualunque accanimento nei confronti delle singole vicende», il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parlando oggi con i giornalisti, durante la sua visita nel Treno della memoria fermo nella stazione di Bari.
I giornalisti, in particolare, hanno chiesto cosa ne pensasse a proposito delle polemiche che sono state sollevate, anche dal sindaco di Bari, Michele Emiliano, a proposito della intitolazione di una strada di Bari a Nicola Pende, il primo rettore della Università di Bari, che firmò il «Manifesto della razza» voluto dal fascismo, partito a cui aderì. Vendola ha risposto sottolineando l' esistenza di «una retorica della baresità spalmata sulla apoteosi del nostro lungomare, sulla magnificenza delle opere del regime, in una neanche tanto dissimulata volontà di rimozione delle violenze, dei delitti, delle stragi, della complicità con il nazismo che anche i gerarchi fascisti qui a Bari e in Puglia portarono sulla loro coscienza. C'è un' idea un po' guascona, un po' goliardica della rievocazione di quegli anni». «L' antifascismo - ha detto Vendola - non può essere solo una proclamazione dall' alto, significa un recupero integrale della memoria, significa per esempio recuperare la memoria di tutti i pugliesi che furono vittime del nazifascismo».
E ai giornalisti che gli hanno ricordato che il sindaco di Bari ha parlato dell' esistenza nella città di una sorta di cripto fascismo ma è poi andato alla commemorazione del podestà di Crollalanza, Vendola ha risposto: «L' espressione di Emiliano sul cripto fascismo io la trovo condivisibile». «Nel senso - ha proseguito il presidente della Regione Puglia - che ha proprio stigmatizzato questa tendenza minimalista nei confronti della nostra barese, pugliese, compartecipazione alla storia della dittatura e dell' orrore. Mi interessa solo dire questo: attenti alle mitologie e alla retorica, perchè quelle mitologie grondano sangue, sangue di quei pugliesi che invece sono la radice della nostra libertà e il nostro orgoglio».

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