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Venerdì 22 Settembre 2017 | 19:12

«Il governo è contro l'apprendistato»

L'assessore regionale pugliese al lavoro, Marco Barbieri, annuncia che la legge regionale sull'apprendistato è stata bloccata e portata alla Corte costituzionale
BARI - «Irresponsabile e da respingere» è, secondo l'assessore regionale pugliese al lavoro, Marco Barbieri, il ricorso del governo alla Corte costituzionale contro la legge regionale sull'apprendistato approvata dall'assemblea pugliese nelle scorse settimane.
«Abbiamo ricevuto - afferma Barbieri - il ricorso del Governo alla Corte costituzionale contro la legge regionale sull'apprendistato. Dal punto di vista politico, devo purtroppo rilevare che An e Udc, dopo aver dato un contributo utile e apprezzato al miglioramento della legge nella discussione in Consiglio, e avere votato a favore in Puglia, a Roma invece, con i propri ministri, hanno subito l'iniziativa provocatoria e soprattutto infondata di Berlusconi e dei suoi».
«In ogni caso - annuncia l'assessore - difenderemo nel giudizio davanti alla Corte costituzionale le norme messe in discussione dal Governo, perchè siamo convinti che siano legittime». «Voglio ricordare - continua - il fatto principale: la legge sta entrando in funzione, poichè sono in corso gli adempimenti attuativi (recepimento dei profili formativi concordati dalle parti; definizione del modello di piano formativo individuale da allegare al contratto; accreditamento dei soggetti formativi e definizione del catalogo dell'offerta formativa); nelle prossime settimane avremo i primi rapporti regolati dalla nuova legge, perchè il ricorso del Governo non ha il potere di bloccarne l'applicazione. Crediamo sia questo l'interesse della comunità pugliese».
Barbieri entra poi nel merito delle critiche mosse alla legge da esponenti del centrodestra e degli argomenti proposti nel ricorso governativo.
«Ricordo - afferma l'assessore - che il sottosegretario on.Sacconi e l'on.Fitto avevano affermato che la legge fosse incostituzionale perchè: 1) mancava l'intesa con le organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative; 2) il monte ore di formazione previsto era superiore a quello previsto alla legge Biagi e dai contratti nazionali; 3) si imponeva che la formazione fosse svolta prevalentemente all'esterno dell'azienda». «Orbene - replica Barbieri - i primi due punti erano così smaccatamente falsi che neppure il Governo ha osato proporli innanzi alla Corte costituzionale. Resta così definitivamente acquisito che la legge nell'insieme è costituzionale, e altrettanto lo è l'incremento di ore di formazione previsto».
Sulla questione della prevalenza della formazione esterna, prevista - afferma Barbieri - anche dalla legge delle Marche, «ribadisco che è norma legittima e di grande utilità sia per gli apprendisti sia per i datori di lavoro in una Regione di piccole e piccolissime imprese, che non potrebbero sostenere i costi di una formazione di qualità svolta interamente all'interno dell'azienda».
Per l'assessore, «il ricorso governativo ha inoltre per tema il fatto che, in mancanza di apposite norme di contratto collettivo, sui profili formativi decida la Regione; e la previsione di venti ore di formazione aziendale sulla sicurezza nel primo mese di lavoro». «Per il primo aspetto, uguale norma contenuta nella recente legge dell'Emilia-Romagna non è stata oggetto di rilievi da parte del Governo Berlusconi, e comunque - continua Barbieri - si tratta di una norma che serve a rendere operativo l'apprendistato in tutti i settori, indipendentemente dai ritardi nei rinnovi dei contratti. Ci auguriamo dunque di non averne bisogno». «Per il secondo aspetto, è evidente - aggiunge - il carattere socialmente irresponsabile della critica governativa, posto che è tristemente noto che sono proprio i primi giorni di lavoro quelli in cui si verifica la più alta percentuale di infortuni».

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