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Venerdì 22 Settembre 2017 | 12:01

Nuova diga tra Capitanata e Molise

L'invaso da realizzare in località «Piano dei Limiti», ma i comuni limitrofi sono sul piede di guerra, specie Carlantino già penalizzato dalla diga di Occhito
FOGGIA - Casalnuovo Monterotaro, Celenza Valfortore, Carlantino del foggiano e i comuni molisani di Macchia Valfortore e Colletorto insieme al portavoce del coordinamento nazionale dei piccoli comuni italiani, Virgilio Caivano, si riuniranno per dibattere sulla seconda diga, dopo quella di Occhito, che Regione Puglia e Provincia di Foggia vorrebbero realizzare in località «Piano dei Limiti».
L'incontro che si svolgerà domani alle 18, nella sede della Provincia di Foggia, sarà il punto di partenza di un percorso che vedrà impegnati i comuni interessati dalla realizzazione dell'invaso artificiale di «Piano dei Limiti». Ormai nota la posizione del comune di Carlantino, contrario alla costruzione della struttura, considerata, dal primo cittadino Vito Guerrera, inutile e dannosa. Già la costruzione della diga di «Occhito» ha comportato, per il comune di Carlantino, l'espropriazione di oltre 1.000 ettari di terreno su un agro complessivo di circa 3.500 ettari.

La seconda mega-diga - secondo l'ammionistratore comunale - sottrarrà i restanti ettari di terreno fertile riducendo ad una insignificante espressione geografica il piccolo centro del preappennino dauno settentrionale. Inoltre, il rimboschimento dell'area circostante l'invaso di Occhito, realizzato essenzialmente con pini e cipressi, ha prodotto un grosso decremento della pastorizia e della fauna stanziale. Il sindaco carlantinese sostiene che risultano ormai palesi le negative trasformazioni delle condizioni climatiche, poichè da un clima freddo ed asciutto si è passati ad un clima molto umido. Inoltre, Guerrera dichiara che la necessità di un secondo invaso è tutta da dimostrare perchè «non risolverà i problemi idrici della Capitanata. La diga - spiega il primo cittadino - servirà solo a raccogliere le acque dello scarico di fondo di «Occhito». In pratica, quando la prima diga sarà piena, come lo è adesso, le acque che defluiranno a valle della diga stessa invece di andare disperse saranno raccolte dal secondo invaso. Ma se ci sarà siccità, come quella di circa tre anni fa, non ci sarà acqua nè nel primo nè nel secondo bacino.

Nei giorni scorsi, anche gli ambientalisti si sono schierati con il Comune di Carlantino mettendo in guardia il Consorzio di Bonifica della Capitanata a dare il via ai lavori per la realizzazione dell'invaso artificiale. Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Vas e Wwf ancora una volta sono scesi in campo per protestare contro la costruzione di una struttura che impoverirebbe ulteriormente la valle del Fortore e il suo fiume. La diga «Piano dei Limiti», progettata dal Consorzio di bonifica della Capitanata di Foggia, ha ottenuto uno stanziamento di circa 93 milioni di euro previsti dalla finanziaria 2004. Il lago artificiale avrà una capacità di circa 40 milioni di metri cubi d'acqua e si estenderà per circa 119 Km quadrati.

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