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Domenica 24 Settembre 2017 | 23:09

Bari - Scacco a clan Strisciuglio

Maxi operazione antimafia nel capoluogo pugliese contro uno dei gruppi criminali più sanguinari. Notificati 182 ordini di arresto. Gli Strisciuglio per imporre il proprio controllo usavano minorenni, donne e armi da guerra. Tra gli arrestati anche il cugino del calciatore Antonio Cassano
BARI - Un'ordinanza di custodia cautelare a carico di 182 persone ritenute affiliate al clan mafioso barese Strisciuglio considerato dagli investigatori il più potente e temuto clan camorristico di Bari viene notificata dai carabinieri del Reparto operativo di Bari in un'imponente operazione alla quale prendono parte circa 1.500 militari dell'Arma di stanza in Puglia e agenti della squadra mobile della questura del capoluogo pugliese. I poliziotti stanno provvedendo all'arresto di 22 dei 182 indagati.
Agli arrestati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, due omicidi, due tentativi di omicidio, estorsioni, contrabbando di sigarette e concorso esterno in associazione mafiosa.
Le ordinanze di custodia cautelare sono firmate dal gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis che ha accolto le richieste del pm inquirente della Dda di Bari, Desirè Digeronimo. Le persone indagate sono complessivamente 215.

Nel corso dell'indagine i carabinieri ritengono di aver accertato che il clan Strisciuglio impiegava nella commissione di numerosi delitti minorenni e donne e aveva la disponibilità di ingenti quantitativi di armi da fuoco (anche da guerra) che utilizzava per compiere agguati e per controllare con tecnica militare il territorio.
Oltre ad aver ricostruito l'organigramma del clan mafioso e la storia di dieci anni di mafia barese, i militari dell'Arma ritengono di aver raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di presunti autori di alcuni fatti di sangue compiuti nel capoluogo pugliese. Uno di questi agguati secondo le indagini - fu sventato dai carabinieri qualche tempo fa davanti al palazzo di giustizia di via Nazariantz, a Bari. In occasione del mercato rionale del lunedì «vedette» del clan Strisciuglio (che indossavano parrucche da donna) si confusero tra la gente che affollava il mercato per indicare ai sicari l'imminente arrivo della persona da assassinare. Per l'occasione i killer nascosero nel vicino cimitero mitragliette e pistole con le quali dovevano compiere l'agguato. Fu l'immediato intervento dei militari ad impedire ai sicari di portare a termine l'agguato per due settimane di seguito.
Particolari sull'operazione saranno resi noti in mattinata in una conferenza stampa che si terrà nell'aula magna della Corte d'appello di Bari alla presenza, tra gli altri, del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso.

MINORI ADDESTRATI PER AZIONI DI FUOCO
Minorenni addestrati per compiere agguati contro affiliati a clan avversari e per trafficare sostanze stupefacenti, e donne incaricate di gestire i proventi delle attività criminali per far fronte alle spese dei congiunti detenuti: è quanto emerge dall'indagine dei carabinieri del Reparto operativo di Bari, che stamattina hanno smantellato il clan Strisciuglio.
Ai vertici del sodalizio mafioso la magistratura barese contesta le aggravanti dell'impiego dei minorenni nella commissione di numerosi delitti e di disporre di un ingente quantitativi di armi (anche da guerra) per compiere azioni di fuoco, sia a difesa del proprio territorio sia per conquistare nuove zone occupate da altri clan. Con gli arresti la Dda di Bari ritiene di aver «liberato» il rione Carbonara (roccaforte del clan) e altri quattro quartieri che erano in mano agli Strisciuglio.
Dalle 1.820 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare emerge anche che le donne ricevevano quote settimanali comprese tra i 150 e i 6.000 euro, a seconda del ruolo rivestito all'interno del clan. Erano loro secondo l'accusa che gestivano il denaro per far fronte alle spese degli affiliati detenuti e che godevano della disponibilità di diversi consociati pronti ad accompagnarle anche nelle carceri del Nord Italia per far visita ai propri mariti detenuti.
Alle 215 persone indagate nell'inchiesta vengono in queste ore notificati altrettanti avvisi di conclusione delle indagini, che preludono alla richiesta di rinvio a giudizio.

DROGA E PESTAGGI ANCHE IN CARCERE
Operavano in modo abbastanza disinvolto anche nel carcere di Bari (dove ottenevano droga e compivano pestaggi) alcuni dei presunti componenti il clan mafioso barese Strisciuglio. A 70 delle 182 persone coinvolte nell'operazione il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere.
Le indagini del Reparto operativo dell'Arma - comandato dal ten.col.Vincenzo Trimarco - hanno accertato che il clan riusciva ad introdurre nel penitenziario barese sostanze stupefacenti anche con originali stratagemmi messi in atto dai propri affiliati: uno di questi consisteva nel lanciare, all'interno del carcere, involucri di droga dai palazzi che si affacciano sulla casa circondariale.
Nel penitenziario barese, inoltre, secondo i carabinieri, affiliati al clan Strisciuglio compivano operazioni di prevaricazione o di proselitismo verso detenuti non associati ad altri clan o verso soggetti che non avevano alcuna intenzione di affiliarsi alla mafia barese. Le indagini avrebbero anche documentato che ogni volta che all'esterno del carcere si verificavano agguati o episodi di violenza riconducibili alla sanguinosa guerra in corso tra clan baresi, nel penitenziario esponenti del clan Strisciuglio aggredivano fisicamente i propri rivali.

ARRESTI A BARI, ANCHE IL CUGINO DI CASSANO
C'è anche il cugino di Antonio Cassano tra le persone arrestate questa mattina a Bari nel corso del maxi blitz per associazione mafiosa finalizzata allo spaccio di droga che ha portato all'arresto di 182 indagati. Si tratta di Saverio Bottalico, 31 anni, arrestato per spaccio di droga.
Secondo gli investigatori il cugino del calciatore si apprestava a partire per Madrid.

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