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Martedì 19 Settembre 2017 | 22:52

Tragedia Atr: inefficienze gravi

Sarebbero state riscontrate da tecnici dell'Enac che hanno ispezionato a Tunisi le officine della compagnia aerea Tuninter dopo la sciagura del volo Bari-Djerba
BARI - Inefficienze «gravi, diffuse e sistematiche» sarebbero state riscontrate da tecnici dell'Enac che hanno ispezionato a Tunisi le officine della compagnia aerea Tuninter, i cui voli sono stati bloccati in Italia dopo la sciagura all'Atr 72 in volo da Bari a Djerba. Nell'incidente, accaduto il 6 agosto scorso, morirono 16 persone mentre 23 furono i superstiti. Lo si è appreso dagli avvocati baresi Nicola Persico e Davide Romano che rappresentano uno dei sopravvissuti, i familiari di una vittima nonchè Uil trasporti piloti e assistenti di volo Anpav.
Dagli accertamenti sarebbe inoltre emerso che Tuninter e Tunisair, la compagnia di bandiera tunisina che la controlla con oltre l'80% delle azioni, hanno in comune hangar, meccanici e personale.

A quanto risulta ai legali, ispettori dell'Enac nell'autunno scorso, in due distinte circostanze, sono stati in Tunisia. Le ispezioni - rilevano Persico e Romano - «hanno interessato praticamente tutti i settori che hanno potenziali relazioni con l'ammaraggio, ed il cui contenuto lascia intravvedere scenari che a nostro avviso danno adito a dubbi inquietanti». In particolare, sarebbe stato accertato che personale della compagnia aerea Tunisair «avrebbe operato attività manutentive sugli aeromobili Tuninter, non chiaramente specificate, senza essere qualificata adeguatamente», e che «vi è un certa osmosi tra le due compagnie per quanto concerne l'uso di hangar, magazzino e personale».
L'ispezione, inoltre, avrebbe riscontrato la mancata applicazione delle normative internazionali sulla «corretta e completa compilazione dei piani di volo», e che Tunisair «ha elaborato i piani di carico e centraggio per gli Atr» dei quali invece Tuninter «non è in grado di spiegarne i criteri».
Persico e Romano sottolineano che le istanze formulate in passato dai loro consulenti, Arturo Radini e Vittorio Floridia, «inerenti l'acquisizione dei documenti che devono essere stati compilati per le operazioni svolte sull'aereo caduto al largo di Palermo, non potranno avere di fatto un facile riscontro perchè, a quanto emergerebbe, la compilazione della documentazione era svolta saltuariamente e parzialmente». Dall'ispezione Enac sarebbero altresì «emersi ulteriori episodi di confusione di pezzi e modifiche manuali dei rapporti prestampati, unitamente alla mancata implementazione del sistema di prevenzione degli errori».

«E come se non bastasse - proseguono i legali - si ipotizza la carenza di conoscenze specialistiche del personale impiegato per la manutenzione dei motori».
«Riteniamo che la magistratura, che certamente sarà stata portata a conoscenza dall'Enac di questi rapporti - insistono Persico e Romano - saprà adeguatamente vagliare detta documentazione onde verificare con precisione quale incidenza possa esserci stata sull'incidente del 6 agosto. Auspichiamo una attenta analisi anche della posizione della Tunisair, in quanto dai documenti sembrano emergere punti contraddittori sui quali, alla luce della gravità del caso, è necessario fare la massima chiarezza».
«Sarebbe stato a nostro avviso preferibile, tuttavia - proseguono gli avvocati - che tali accertamenti fossero stati operati dalla Ansv, o quantomeno con la sua collaborazione. Sorgono interrogativi, che meritano risposta, sullo stato delle cose prima dell'incidente del 6 agosto, e siamo in attesa di verificare i criteri applicati per la autorizzazione all'epoca concessa ad operare nei nostri cieli, e quale documentazione sia stata all'epoca fornita alle autorità nazionali».
«Forse - concludono - è il caso di rivedere il criterio di accettazione delle compagnie straniere, oppure fare controlli simili in maniera sistematica e, soprattutto, preventiva. Ferme restando le eventuali responsabilità del pilota, comunque, è necessario verificare quanto questo contesto possa aver concretamente contribuito a causare il tragico incidente».

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