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Sabato 23 Settembre 2017 | 13:08

British Gas: noi siamo pronti, Puglia lenta

L'azienda conferma il proprio impegno per la costruzione del rigassificatore di Brindisi. Ma lamenta i ritardi per l'opposizione politica e legale all'impianto
ROMA - British Gas conferma il proprio impegno per la costruzione del rigassificatore di Brindisi. Ma lamenta i ritardi per l'opposizione politica e legale all'impianto che «sta facendo aumentare i nostri costi». L'amministratore delegato Armando Henriques e il presidente Franco Fassio ribadiscono, in commissione attività produttive della Camera, la volontà di andare avanti perchè, spiegano, «il progetto di Brindisi è strategico per l'apertura del mercato e per la sicurezza energetica dell'Italia, in quanto rappresenta una diversificazione delle fonti di approvvigionamento».
Il progetto, ricordano, è stato autorizzato da una conferenza dei servizi unificata e «l'autorizzazione è per la costruzione e l'esercizio». E alle richieste della Regione Puglia di costruire il rigassificatore in mare aperto, i due manager replicano che «non è fattibile». Per ora, nonostante i ritardi, resta ferma la data del 2008 per l'entrata in esercizio, tenendo presente che «in Egitto è già entrato in funzione l'impianto di liquefazione che può quindi rifornire di gas l'Italia». Alla domanda se pensano di trovare un partner, Henriques e Fassio rispondono che British Gas «è aperta a esaminare tutte le possibilità. Per ora andiamo avanti da soli».

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