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Giovedì 18 Gennaio 2018 | 23:01

«No alla gestione "monocratica" del Parco dell'alta Murgia»

Critiche vengono espresse in un comunicato da tre componenti del consiglio dell'Ente parco che dicono di avvertire «disagio in relazione alle prime vicende amministrative»
BARI - Critiche alla gestione «monocratica» più che «collegiale» del parco dell'Alta Murgia vengono espresse in un comunicato da tre componenti del consiglio dell'Ente che dicono di avvertire «disagio in relazione alle prime vicende amministrative dell'Ente parco», specie alla luce delle ultime vicende giudiziarie sullo sbancamento di vaste aree.
Il comunicato, firmato dai consiglieri Nicola Amenduni, Michele Di Lorenzo e Gabriella Fagioli, analizza in modo dettagliato vari aspetti della gestione dell'ente. «Il disagio - è detto - si è materializzato ancor più in occasione dell'ultima seduta del 3 gennaio scorso avvenuta in via d'urgenza, a cui non abbiamo fatto mancare per senso di responsabilità istituzionale la nostra presenza, pur trovandoci di fronte ad irrituali forme di convocazione». «A tale senso di responsabilità - è detto ancora - non è corrisposta altrettanta disponibilità del presidente che, di fronte alle legittime richieste di chiarimenti sugli atti all'ordine del giorno ha, incredibilmente, opposto toni finanche offensivi, tanto da provocare il dovuto abbandono della seduta da parte di alcuni consiglieri». Nella nota vengono quindi elencati alcuni argomenti ritenuti «dirimenti» dai consiglieri, quali la definizione dello Statuto, la individuazione della sede, la dotazione organica e le procedure di reclutamento. La questione dell'organico e del reclutamento - è detto ancora - è «l'attuale motivo di più eclatante confronto-scontro all'interno del Consiglio: noi non condividiamo la prassi utilizzata per l'affidamento degli incarichi temporanei, per l'espletamento di funzioni amministrative, che pur rivestono carattere di urgenza (gruppo tecnico-istruttorio per le istanze di nulla-osta ed incarico per direttore pro-tempore dell'ente)».
«Riteniamo che il nostro disaccordo sia fondato sulla necessità di coerenza con la ratio e la lettera del nostro ordinamento, in materia di pubblico impiego, nel rispetto dei principi di pubblicità, pari opportunità e trasparenza».
«Siamo convinti che sia propedeutico a tutto - è detto ancora - la individuazione della terna di aspiranti alla funzione di direttore dell'ente, fra coloro che già produssero istanza, in base al bando pubblico già esperito nell'estate scorsa, perchè il Ministero possa nominare il Direttore, cosi come la legge prescrive, e cosi come già formalmente chiesto da alcuni consiglieri nel mese di Novembre scorso».
I consiglieri contestano, inoltre, l'approvazione avvenuta nell'ultima seduta a maggioranza delle delibere di ratifica delle convenzioni, per incarichi temporanei, con professionisti esterni, assunte in via di urgenza dal Presidente negli ultimi giorni del 2005, e della pianta organica dell'ente.
«C'è da sottolineare - è detto ancora - che due consiglieri avevano abbandonato la seduta, per protesta riguardo ai toni assunti, incautamente dal Presidente; ed, inoltre, un componente non era stato messo nelle condizioni di partecipare, per intempestiva convocazione».
«Le vicende giudiziarie di questi giorni sul fenomeno dello spietramento, per cui tanta responsabilità di carattere politico-amministrativo è da addebitare - è detto infine - soprattutto ai passati Governi regionali, stanno li a dimostrare quanto lavoro ci sia da fare, e quanta serenità e collegialità occorre».

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