Cerca

Lunedì 25 Settembre 2017 | 03:01

Scandalo a Bari: il palazzo di giustizia è abusivo

E' stato confiscato perchè lottizzato abusivamente. Lo ha deciso il giudice monocratico del Tribunale di Bari Rosa Calia di Pinto, che ha disposto l'acquisizione dell'immobile e delle sue pertinenze (parcheggi e terreno circostanti) nel patrimonio del Comune del capoluogo pugliese
BARI - E' stato confiscato perchè lottizzato abusivamente il "nuovo" palazzo di giustizia di via Nazariantz, a Bari, che ospita parte degli uffici giudiziari. Lo ha deciso il giudice monocratico del Tribunale di Bari Rosa Calia di Pinto, che ha disposto l'acquisizione dell'immobile e delle sue pertinenze (parcheggi e terreno circostanti) nel patrimonio del Comune del capoluogo pugliese.
La sentenza è stata emessa al termine del processo per il reato di lottizzazione abusiva contestato ai costruttori ed ex proprietari dell'immobile - i fratelli Antonio e Giuseppe Mininni - che sono stati assolti «perchè il fatto non costituisce reato». Il complesso confiscato è attualmente di proprietà dell'Inail, che riscuote dal Comune di Bari un canone di locazione annuo di un milione e 300 milioni di euro.
Secondo il giudice, i due imputati hanno costruito l' immobile per adibirlo a servizi per la residenza ma lo hanno poi destinato ad uffici giudiziari dopo aver ricevuto dagli organi competenti quasi tutte le autorizzazioni necessarie: per questo motivo nei loro confronti è stata disposta l'assoluzione per difetto dell'elemento psicologico, cioè per mancanza di dolo.
Il complesso giudiziario era stato sequestrato (con facoltà d'uso) nel settembre 2002 perchè, secondo l' accusa, sorge in una zona che il piano regolatore generale di Bari destina a servizi per la residenza. L'accusa, rappresentata dai pm inquirenti, Roberto Rossi e Renato Nitti, oltre alla confisca aveva chiesto al giudice la condanna dei due imputati. Nell'immobile sono ospitati gli uffici della Procura della Repubblica, dell'ufficio gip-gup, tutte le sezioni del Tribunale penale (esclusa la Corte d'assise) e le aule d'udienza del Tribunale per i minorenni.
Secondo l'accusa, l'immobile - che nei progetti della presidenza della Corte d'appello doveva essere una sede provvisoria in attesa dell'auspicata costruzione della cittadella della Giustizia - sarebbe inadeguato all'uso. Ogni lunedì lo spazio antistante il palazzo di Giustizia ospita il mercato rionale: per questo motivo i blindati che trasportano i detenuti passano a poca distanza dalle bancarelle degli ambulanti, la circolazione stradale "impazzisce" e i disservizi per gli utenti del palazzo, e per i residenti nella zona, sono notevoli. Il complesso, inoltre, si affaccia sul cimitero di Bari ed è per questo definito dagli operatori "Hotel Milleluci".
Sull'immobile la Procura ha anche in corso un'inchiesta per frode nelle pubbliche forniture a carico dei fratelli Mininni, nell'ambito della quale sono ipotizzate numerose lacune. Secondo il capitolato d'appalto, il palagiustizia avrebbe dovuto avere il pavimento in granito (invece è in ceramica); è poi sprovvisto di vetri atermici, di decine di bidet, i soffitti in alcune zone sono più bassi anche di 30 centimetri dei limiti previsti dalla legge, l'impianto elettrico in alcune circostanze è inadeguato e attraverso le sbarre di alcune ringhiere delle scale ci passa anche un bambino. Per non parlare dell'unico varco di accesso (per pedoni e autoveicoli), non in regola con le norme sulla sicurezza.
Le indagini hanno permesso di accertare che, mesi prima del sequestro, l'immobile è stato venduto dalla "Gmc" dei Mininni alla società romana "Gesfin" per 30 miliardi di vecchie lire; poco tempo più tardi l'immobile è stato venduto all' Inail per 45 miliardi di lire. Su queste compravendite i magistrati hanno avviato indagini per accertare anche il modo in cui è stato determinato il prezzo di mercato dell'immobile e il suo vero valore.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione