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Sabato 23 Settembre 2017 | 13:03

Armati, bevono e non pagano. Il barista spara

Il commerciante salentino arrestato per tentato omicidio e porto abusivo d'arma; ai «domiciliari» i 3 albanesi per minacce aggravate, estorsione e violazione di domicilio
RACALE (LECCE) - Stanco di offrire da bere a tre cittadini albanesi che lo minacciavano anche con un'ascia, ha imbracciato un fucile e ha fatto fuoco ferendo alle gambe due dei tre aguzzini.
Protagonista del disperato gesto il titolare del bar "Olimpio", che si trova in contrada Cafiero, alla periferia di Racale (Lecce). I feriti (guariranno in 30 giorni) sono i fratelli albanesi Klodian e Lirin Shehaj, di 31 e 24 anni, che sono stati soccorsi e condotti nell'ospedale di Gallipoli (Lecce) da Viktor Shehaj, loro cugino di 23 anni, che si trovava con i due. Durante la corsa in ospedale, la "Lancia K" con a bordo i tre albanesi è uscita di strada. I tre sono stati quindi accompagnati al nosocomio da un'automobilista di passaggio.
Secondo la ricostruzione dei fatti, resa nota dai carabinieri della compagnia di Casarano e dalla polizia di Gallipoli, verso l'1,30 della notte scorsa i tre albanesi, armati con ascia e con fare minaccioso, si sono presentati nel bar di Vito Olimpio, di 36 anni, di Racale, e hanno preteso da bere. Il commerciante, che già nei giorni scorsi era stato costretto ad assecondare le pretese dei tre, è uscito dal locale, ha raggiunto l'annessa abitazione del padre ed è tornato imbracciando un fucile calibro 12 con il quale ha sparato due colpi ferendo i due fratelli, uno al piede sinistro, l'altro alla gamba sinistra.
Il commerciante è stato arrestato con l'accusa di tentativo di omicidio e porto abusivo d'arma; ai tre albanesi, accusati di minacce aggravate, estorsione e violazione di domicilio, sono stati invece concessi gli arresti domiciliari, anche a causa delle condizioni di salute dei due fratelli.

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