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Martedì 16 Gennaio 2018 | 12:42

Puglia, la Consulta «bastona» il governatore

Ammissibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. Indagato per diffamazione, la Camera aveva dichiarato insindacabili le opinioni di Nichi Vendola
ROMA - La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto in seguito ad una delibera della Camera dei Deputati (12 aprile 2005) relativa all'insindacabilità delle opinioni espresse dal parlamentare di Rifondazione Comunista, attualmente presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, promosso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani in relazione ad una vicenda in cui Vendola è indagato per diffamazione aggravata ai danni di Michele Scianatico, presidente del Consiglio di amministrazione del Laterificio Pugliese spa, e di Caio Scianatico, consigliere della stessa società.
La vicenda giudiziaria ebbe inizio con la querela presentata dai due imprenditori alla Procura di Trani il 10 aprile del 2001 in relazione alle affermazione compiute da Vendola in un'assemblea tenuta presso la sede di Rifondazione Comunista di Terlizzi il 17 febbraio dello stesso anno in cui, in sostanza, accusava i due imprenditori di elargizioni a politici per ottenerne dei favori. Nella sua delibera del 2005 la Camera aveva definito insindacabili le affermazioni di Vendola in quanto opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni parlamentari.

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