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Sabato 23 Settembre 2017 | 09:38

Murgia e frodi - Presidente Parco: più guardie forestali

Così Girolamo Pugliese, presidente del Parco nazionale dell'Alta Murgia, commentando l'operazione «Apocalisse» scaturita da un'inchiesta giudiziaria condotta dalla Procura della Repubblica di Trani
BARI - «Il territorio dell'Alta Murgia è stato da sempre oggetto delle trasformazioni determinate dalla presenza dell'uomo e delle sue attività. Negli ultimi decenni, a più accelerate fasi di trasformazione, tramutatesi in devastazioni, si è risposto con norme meramente repressive che hanno avuto efficacia men che minima. Dal canto loro le istituzioni territoriali hanno risposto con la latitanza, ovvero con la compartecipazione al disastro». Lo ha dichiarato Girolamo Pugliese, presidente del Parco nazionale dell'Alta Murgia, commentando l'operazione «Apocalisse» scaturita da un'inchiesta giudiziaria condotta dalla Procura della Repubblica di Trani. «Alla Magistratura inquirente va riconosciuto il merito - prosegue Pugliese - di aver portato alla luce comportamenti illeciti e disastri ambientali di portata enorme. Detto questo, spetta ora alla politica fare la propria parte ed all'Ente Parco, finalmente costituito, predisporre gli strumenti di gestione naturalistica attiva e passiva di un territorio che, ormai, non è restituibile alla condizione in cui era in origine. Perchè ciò accada ci vorrebbe probabilmente un'altra era geologica.» «Proporrò al Consiglio direttivo del 18 gennaio prossimo la costituzione di parte civile dell'Ente - afferma Pugliese - e le azioni più opportune per consentire di passare dalla fase di repressione a quella di prevenzione mediante il dialogo con gli operatori economici seri e consapevoli, con gli ordini professionali, con le associazioni protezionistiche e con gli enti locali.».
«Inoltre - conclude Pugliese - stiamo conducendo le più opportune iniziative per il potenziamento del C.T.A. del Corpo Forestale dello Stato a servizio del Parco, per il quale è previsto sulla carta un organico di 90 unità, ma oggi composto da poco più di 10 unità di cui appena la metà operativa sul territorio del Parco.

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