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Lunedì 25 Settembre 2017 | 13:49

Porto di Taranto in tilt

Il presidente Ciampi non controfirma il decreto-Lunardi sulle nomine alla guida dei principali porti italiani perchè conterrebbe alcune norme incostituzionali
TARANTO - Invece di diradarsi, le nubi sul futuro del porto di Taranto si addensano sempre di più. La nomina ministeriale a nuovo commissario dell'Autorità portuale dell'imprenditore barese Luigi Lobuono, attuale presidente della Fiera del Levante, aveva già scatenato un putiferio a fine 2005. E ora gli enti locali, Provincia e Comune di Taranto, esprimono valutazioni diverse sul significato da dare alla decisione del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, di non controfirmare il decreto-Lunardi sulle nomine alla guida dei principali porti italiani perchè conterrebbe alcune norme incostituzionali.

«Se non ci sarà un altro colpo di mano del ministro - commenta ironicamente il presidente della Provincia, Gianni Florido - vorrà dire che la nostra strategia era giusta». Florido, alla guida di una giunta di centrosinistra, il 23 dicembre, appresa la notizia della nomina di Lobuono, aveva annunciato per protesta le dimissioni. Le ha formalizzate il 27 dicembre, nel pieno di una seduta del consiglio provinciale. E' ancora dimissionario (i termini per ritirare quell'atto scadranno il 17 gennaio), ma intanto 24 ore dopo, il 28 dicembre, ha incassato un'intesa con il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: la Regione ha assunto una serie di impegni per lo sviluppo del territorio jonico e in più il suo presidente ha dichiarato che «non firmerà mai col governo un'intesa sul nome di Lobuono».
Ma Florido ora aggiunge altro. «E' un'ulteriore conferma - dice - che avevamo ragione e che avevano un fondamento preciso la protesta e la rabbia manifestate all'atto della decisione del ministro Lunardi di nominare commissario Lobuono. Avevamo posto un problema di autogoverno del territorio, non avevamo avuto modo di esprimere le nostre valutazioni. La notizia che viene da Roma significa che valgono le vecchie procedure e quindi è valida l'intesa con Vendola». Molto più lapidario e prudente è il commento del sindaco di Taranto, Rossana Di Bello, a capo di un'amministrazione di centrodestra. «Senza entrare nel merito della eventuale incostituzionalità - afferma il primo cittadino - resta il fatto che il coinvolgimento degli enti locali in scelte di sviluppo così strategiche, come la portualità, è un fatto importante».

Ecco, l'unico punto che sembra unire Provincia e Comune di Taranto è la volontà di essere interpellati e di esprimere la propria opinione, concordando le decisioni. E intanto continua anche la battaglia giudiziaria. Oggi, dinanzi al Tar di Lecce, si è discusso il ricorso presentato dall'ex presidente dell'Autorità portuale di Taranto, Antonio Caramia, contro la sospensione della sua nomina, decisa in via d'urgenza dallo stesso Tribunale amministrativo regionale. La sentenza è attesa a giorni.

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