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Venerdì 19 Gennaio 2018 | 06:35

Grano contaminato: l'imprenditore sapeva

Arrestato a Bari Francesco Casillo, di Corato per aver comprato dal Canada e venduto 58.000 tonnellate di grano inquinato da ocratossina, una sostanza fortemente nociva e cancerogena. Casillo è tra i maggiori importatori mondiali di grano • Tutta la vicenda
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Francesco CasilloBARI - Ocratossina: è questa la sostanza fortemente nociva e cancerogena contenuta in grano duro proveniente dal Canada e sequestrato a settembre nel porto di Bari. Comincia da qui, da questo sequestro, la vicenda che oggi ha portato all'arresto in Puglia di un imprenditore con l'accusa di avvelenamento e adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari.
Delle 58.000 tonnellate di grano sequestrate sulla motonave Loch Alyn giunta a settembre nel porto di Bari, 48.000 tonnellate, infatti, avevano come destinazione finale l'azienda di Francesco Casillo, l'imprenditore trentanovenne di Corato, in provincia di Bari, arrestato oggi dai militari del gruppo repressione frodi del nucleo regionale di polizia tributaria della Guardia di Finanza su disposizione del gip del Tribunale di Trani, Michele Nardi e sulla base della richiesta fatta dal sostituto procuratore della Repubblica Antonio Savasta.
Casillo, definito dagli investigatori un vero e proprio «re del grano», è amministratore e, di fatto, gestore della Molino Casillo Francesco srl di Corato, azienda leader in Italia nella produzione di semola di grano duro e tra i maggiori importatori mondiali di grano.
Dopo il sequestro a settembre, il grano è stato sottoposto ad analisi da parte dei laboratori centrali dell'ispettorato centrale repressione frodi del ministero delle politiche agricole e forestali e i risultati sono resi noti a dicembre: hanno evidenziato la presenza nel grano di ocratossina, contenuta in percentuale tre volte in più rispetto ai limiti massimi consentiti dalla normativa sanitaria comunitaria in materia di alimentazione umana. Non solo: l'imprenditore - secondo quanto accertato - sapeva della ocratossina sin dal momento dell'acquisto in Canada del grano; ciò emerge da una certificazione della competente autorità di controllo canadese che attestava la presenza, seppur nei limiti previsti dalla normativa comunitaria, di una contaminazione da ocratossina del prodotto da importare.
Dopo il sequestro del grano e mentre erano in corso accertamenti nelle quattro società importatrici del carico contaminato (la Molino Casillo Francesco srl di Corato, la Louis Dreyfus Italia spa di Ravenna, la Candeal Commercio srl di Foggia e Agriviesti srl di Altamura) e in altre aziende ancora, l'imprenditore avrebbe cercato e ottenuto certificazioni da parte di laboratori chimici indipendenti. Con raggiri e false promesse di future commesse, Casillo ha ottenuto così - secondo gli investigatori - una certificazione della assoluta salubrità del cereale. Presentata questa documentazione, Casillo ha quindi ottenuto nei primi giorni del mese di ottobre 2005 il dissequestro da parte della magistratura dell' intero carico contaminato: ha così introdotto in commercio un prodotto acquistato a prezzi di gran lunga inferiori a quelli tariffari, realizzando - secondo la guardia di finanza - spregiudicati margini di guadagno e, ritengono i militari, destabilizzando l'equilibrio dell' intero settore.
Intanto gli investigatori fanno anche sapere che la Procura di Trani ha informato l'assessorato alle politiche della salute della Regione Puglia sull' esito delle analisi, «al fine di porre l'ente nelle condizioni di avviare le eventuali procedure di allerta previste per legge, sino a livello comunitario».
Luisa Amenduni

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