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Domenica 24 Settembre 2017 | 12:35

Grano cancerogeno, un arresto a Bari

Le indagini sul grano duro canadese contaminato da Ocratossina (sostanza nociva e cancerogena), sequestrato nel porto di Bari, hanno condotto all'arresto di Francesco Casillo, amministratore del Molino Casillo di Corato (Bari), azienda italiana leader nella produzione di semola di grano duro. Contestati i reati di avvelenamento di acque o sostanze alimentari, adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari • La vicenda
Francesco Casillo arrestato dalle Guardie di Finanza BARI - Nell'ambito delle indagini sul grano duro canadese contaminato da Ocratossina (sostanza fortemente nociva e cancerogena), sequestrato nel porto di Bari lo scorso settembre, questa mattina i militari del Gruppo Repressione Frodi del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria Puglia della Guardia di Finanza, su disposizione del Gip del Tribunale di Trani, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un imprenditore di Corato, in provincia di Bari.
La misura restrittiva è stata richiesta dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, al termine di ulteriori e approfondite attività di polizia giudiziaria eseguite dalle stesse Fiamme Gialle nel mese di dicembre del 2005. Allora, il Pubblico Ministero competente dispose una serie di perquisizioni e sequestri, provvedimenti finalizzati, da un lato a porre in sequestro preventivo d'urgenza il prodotto alimentare ormai avviato alla commercializzazione e, dall'altro a reperire tutta la documentazione igienico sanitaria afferente le analisi chimiche eseguite da laboratori pubblici e privati.
Le analisi disposte dalla Procura della Repubblica di Trani avevano evidenziato la presenza nell'intero carico di 58mila tonnellate di grano, di Ocratossina, una tossina altamente nociva sia se assunta in maniera diretta che indirettamente, attraverso il consumo di carni di animali nutriti con mangimi ottenuti dalla decorticazione dei chicchi di grano. Le percentuali della sostanza cancerogena accertate erano superiori, in alcuni casi, a tre volte i limiti massimi consentiti dalla normativa sanitaria comunitaria in materia di alimentazione umana.
Al responsabile è stato contestato il reato di avvelenamento di sostanze alimentari e adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari e di aver trasformato grano duro contaminato da Ocratossina in semole destinate all'alimentazione e al consumo. La Procura della Repubblica di Trani ha provveduto ad informare il competente organo regionale - Assessorato alle Politiche della Salute - in ordine all'esito delle analisi di laboratorio di sanità pubblica, al fine di porre l'ente nelle condizioni di avviare le eventuali procedure di allerta, previste per legge, sino a livello comunitario.

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