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Martedì 26 Settembre 2017 | 07:46

La Puglia vara i "distretti produttivi"

Il vicepresidente della Giunta regionale, Sandro Frisullo: serviranno a «sviluppare sistemi di innovazione a livello di territorio, di settore e/o di filiera»
BARI - L'istituzione dei distretti produttivi e la riforma dei consorzi Sisri in Asi (consorzi per le aree di Sviluppo Industriale) sono i punti focali dell'atto di indirizzo in materia di politica industriale dell' assessorato regionale allo Sviluppo Economico che sarà presentato domani pomeriggio dal vicepresidente della Giunta regionale pugliese, Sandro Frisullo, ai rappresentanti del partenariato istituzionale, associazioni rappresentative di enti locali e forze sociali.
L'istituzione dei distretti produttivi avverrà con disegno di legge regionale, con il quale la giunta pugliese definirà il processo istitutivo e le caratteristiche peculiari degli stessi. «La motivazione principale alla base dell'istituzione dei distretti produttivi - si evince dal documento dell'atto di indirizzo datato 27 dicembre 2005 - deve essere, oltre che la ricerca di flessibilità produttiva e di economie di scala, la necessità di sviluppare sistemi di innovazione a livello di territorio, di settore e/o di filiera, come risposta alle sfide dell'economia globale della conoscenza». «Per questi motivi - afferma Frisullo - il modello di distretto produttivo che la Giunta regionale intende riconoscere si caratterizza non in termini di "aggregazione territoriale" di comuni bens di "sistemi di relazioni" tra i soggetti protagonisti». Tali soggetti promotori dei distretti si consorzieranno in società a capitale misto, pubblico e privato, e assumeranno il ruolo di "Agenzie per lo Sviluppo del Distretto Produttivo". Ogni agenzia presenterà periodicamente un "Patto per lo Sviluppo del Distretto", che dovrà essere in linea con la programmazione regionale e provinciale. In base al disegno di legge regionale, la Giunta istituirà anche una Consulta regionale dei distretti, formata dalle varie agenzie, un organo volto a formulare ipotesi e pareri sulla politica distrettuale pugliese.
Un altro capitolo del documento è riservato alle Asi: saranno riconosciute come enti pubblici economici a supporto delle politiche industriali mediante interventi di 'gestione integrata del territorio al servizio delle imprese e dell'economià. In termini ambientali, economici e sociali, le Asi avranno il compito di rispondere alla richiesta di sviluppo sostenibile. I punti qualificanti della riforma delle Asi sono: la possibilità di costituire consorzi su scala sub-provinciale o inter-provinciale; la valorizzazione del ruolo delle imprese che potranno gestire direttamente aree, infrastrutture e servizi. Ancora: l'obbligatorietà del pareggio di bilancio pena la decadenza degli ordini consortili e, infine, la velocizzazione e la semplificazione delle procedure per l'individuazione, l'acquisizione e la realizzazione delle aree di sviluppo industriale. Una cosa è certa, assicura Frisullo: «gli strumenti di politica industriale saranno orientati a sviluppare una maggiore capacità di offerta di risorse qualificate a livello territoriale, con un' elevata specificazione produttiva e tecnologica». «L' offerta di queste risorse - aggiunge il vicepresidente della giunta pugliese - può prendere la forma di laboratori di ricerca congiunti tra strutture pubbliche e private, consorzi all' export, gruppi di acquisto, centri di formazione manageriale per specifici settori, centri di formazione tecnica superiore, centri-stile, centri di competenza, attività audit e trasferimento tecnologico».

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