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Venerdì 22 Settembre 2017 | 13:51

Castellana - La notte delle fanove

Sessantuno giganteschi falò scalderanno gli angoli del centro storico, e nelle campagne della città la sera dell'11 gennaio. Una festa antica di 315 anni
CASTELLANA GROTTE (Ba) - Sessauntuno giganteschi falò scalderanno gli angoli del centro storico, nei quartieri e nelle campagne della città di Castellana Grotte, in provincia di Bari, la sera dell'11 gennaio. Un appuntamento di devozione popolare e folklore, «la notte delle fanove», che si ripete da 315 anni. Da quel giorno del 1691 quando, come racconta la tradizione, dopo alcune settimane di peste bubbonica che aveva provocato già le prime vittime, due sacerdoti, mentre pregavano incessantemente Dio e la Vergine, ebbero simultaneamente un'ispirazione: la Madonna della Vetrana (veterana) avrebbe liberato Castellana dalla peste.
Il 12 gennaio il miracolo: si vide la peste «camminare più avanti» (abbandonare l'abitato) e molte persone guarire dopo l'applicazione dell'olio miracoloso della lampada. Il fatto è documentato anche da schede notarili. Per evitare l'avanzare del contagio, si dette fuoco a tutto ciò che era stato in contatto con il morbo. I falò assolvono perciò a una duplice funzione: rievocano le suppellettili bruciate in occasione della liberazione dalla peste, ardono in segno di festa ed esultanza.

I festeggiamenti religiosi proseguono il 12 gennaio con la festa patronale in onore della Patrona Maria SS. della Vetrana la cui immagine viene venerata fino al 22 gennaio nella Chiesa Madre da cui in quel giorno farà ritorno al Santuario. Le maestose cataste di legna sono realizzate da privati cittadini, associazioni, gruppi, comitati, enti e partecipano anche a un concorso la mattina dell'11, quando sono ancora spenti, un comitato ne esamina la realizzazione. Alte decine di metri, le fanove richiamano ogni anno migliaia di turisti.
La gente che affolla le strade intona un canto mariano e intorno a ogni fanova si improvvisano musiche e danze popolari, mentre i castellanesi offrono a chiunque si unisca a loro per festeggiare, tipiche golosità contadine: ceci e fave abbrustolite, taralli, frittelle, vino, bruschette e friselle condite con olio rigorosamente extravergine d'oliva e «pomodori appesi».

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